Dalla visita medica all’ecografia, alla mammografia, alla RM e la ricerca dei markers così ci guida il Dr. Raffaele Tortoriello nell’illustrarci lo schema di quella che oggi viene sempre più definita come “prevenzione primaria“.

In cosa consiste la visita medica per la prevenzione del carcinoma mammario e come si svolge?
La visita è il primo step per iniziare bene un percorso valido di prevenzione consiste in una esplorazione e palpazione di tutta la mammella, che viene divisa in 4 quadranti (superiori, interni ed esterni e due inferiori ) per cercare eventuali tumefazioni o noduli. Si parte dall’esterno e si arriva al capezzolo. Successivamente, si vanno a valutare eventuali anomalie del complesso aerola-capezzolo e della pelle della mammella. Si esegue una premitura del capezzolo per valutare eventuali secrezioni. Infine si vanno a valutare i linfonodi presenti in ascella , la loro consistenza e mobilità. Ed eventuali altre stazioni linfonodali come quelle sopracleveolari , laterocervicali del collo e la dove fosse il caso anche quelli inguinali. Quindi come possiamo vedere dalla visita approfondita ed con una buona anamnesi già abbiamo numerose informazioni sullo stato di salute della paziente.
Perché l’ecografia mammaria e perché dai 25 ai 40 anni?
L’ecografia mammaria è sicuramente un esame importante, soprattutto nelle giovani donne, le underforty, perché è un esame veloce e non invasivo, si basa sugli ultrasuoni ( quindi zero radiazioni) e soprattutto si può effettuare sempre anche in casi di donne gravide o immunodepresse o con altre patologie concomitanti. Ci dà numerose informazioni come la presenza di Cisti o Fibroadenomi, Patologia Benigna della mammella, che spesso si riscontrano in giovani donne.
Ovviamente, anche la presenza di un Carcinoma Mammario di dimensioni intorno al 1 cm di grandezza si può vedere e valutare con questa metodica. Inoltre, ci può essere di grande aiuto la dove dobbiamo eseguire Agoaspirato o Biopsie Mammarie. È una metodica che però è operatore dipendente, quindi va valutata bene. Ottima come esame diagnostico dai 25 ai 40 anni perché riesce a darci tutte le informazioni necessarie in questa fascia di età, soprattutto in un periodo di massima fertilità della donna.

Perché dopo i 40 anni invece la mammografia?
Dopo i 40 invece la Mammografia , sempre accompagnata dalla visita e dell’ecografia, diventa per l’indagine principe per le informazioni che riesce a darci sullo stato di salute della mammella. Oggi la stessa Mammografia si è evoluta nella Tomosintesi (Mammografia in 3D). Che riesce a darci una migliore definizione delle immagini con alta qualità. E l’ultimo ritrovato la CEM- che è un evoluzione della metodica tradizionale più l’uso di un mezzo di contrasto iodato somministato per via endovenosa, questo per ulteriormente approfondire le eventuali lesioni non visibili alle precedenti metodiche.
In quali casi si deve procedere con agoaspirato e biopsia?
Fnab o agoaspirato si esegue a completamento di una o di tutte le metodiche diagnostiche di cui abbiamo parlato fino ad adesso. Serve per aspirare con una siringa dalla mammella del siero oppure pungere un nodulo o una Cisti per analizzare il materiale biologico presente tramite esame citologico. Così si possono evidenziare secondo una scala di rischio le lesioni che partendo dalla sigla C1 arrivano alla c5 che poi sarebbe quella che maggiormente è indicativa e sospetta di Cancro della mammella. Si può eseguire a mano libera per i grossi noduli o sotto guida ecografica, meglio, per centrare bene la lesione.
La Biopsia invece è un esame dirimente in quanto o mediante guida Ecografica o quella Mammografica, riesce a prelevare mediante apposite apparecchiature, uno o più pezzi di tessuto che va poi analizzato istologicamente dall’anatomopatologo, e ci dà un aspetto già definito della lesione cancerosa tanto che su questo risultato si può anche programmare una neochemio prima dell’intervento chirurgico, la dove il quadro istologico lo permette con presenza di recettori per la chemio, di poter far regredire ad una massa più piccola il tumore in modo tale da effettuare poi un intervento chirurgico meno invasivo come la Quadraectomia invece della Mastectomia, cioè la totale abolizione della mammella. Inoltre la stessa Biopsia in una o più zone della mammella ci può risolvere i dubbi diagnostici la dove vi fossero più lesioni contemporaneamente nei vari quadranti della mammella.

Cosa è RM con MSC e in quali casi farla?
La RM mammaria con mdc è un esame diagnostico che ci permette di individuare lesioni Mammarie molto piccole, al disotto di 1 cm e valutare bene zone d’addensamento oppure le calcificazioni che possono nascondere agli esami , la dove sono raggruppate, dette cluster, un Carcinoma in Situ, cioè stadio iniziale. Inoltre nei seni cosiddetti densi può scoprire zone con cancro non rilevabili ad altre metodiche. Inoltre, metodica molto utile soprattutto nelle pazienti con protesi sia per cancro o per estetica per valutare bene sia la mammella che lo stato delle protesi stesse
Come si effettua la ricerca dei markers tumorali?
I MARKERS Tumorali, si effettuano su un prelievo di sangue, e sono :
- A- CA 15-3 che serve a monitorare la risposta al trattamento ed una eventuale recidiva.
- B- CA 27 e CA 29, utili nella gestione del Cancro al Seno, perché sono marcatori che si esprimono sulla membrana delle cellule del Carcinoma Mammario, molto in uso in America
- C- il CEA , che può essere molto alto nel CA Mammario,ma può essere influenzato anche da altri fattori come il fumo .
- D- HER2 ,questo un recettore che se sovrAespresso può dare indicazione ad una maggiore aggressività del Ca Mammario e quindi influenzare enormemente la terapia.
- E- Infine poi i recettori estrogeni e progestinici , che servono soprattutto per valutare le terapie a base ormonali.
Essi sono sicuramente i più importanti per la diagnosi e la terapia del Carcinoma Mammario. Sia pre-intervento che post intervento, ovviamente. tutte queste metodiche sono da valutare ed eseguire non solo dal Chirurgo ma anche dall’Oncologo, dal Radiologo, dall’Anatomopatologo in un team multidisciplinare così come prevista dalle linee guida ed dal PDTA della Mammella presente in regione Campania tramite la rete oncologica, ROC.
Foto di copertina generata con Copilot per Cinque Colonne Magazine
























