Dopo il totale blocco dei campionati e delle sedute di allenamento, regione dopo regione la fase 2 del coronavirus conquista anche il mondo del calcio. La ripresa degli allenamenti delle squadre serie A potrebbe essere il primo passo verso un ritorno in campo per concludere al meglio il campionato ma anche la Coppa Italia.
Quando l’Italia del pallone si fermò
Era il 9 Marzo quando una doppietta di Caputo e un gol di Boga segnavano gli ultimi 90 minuti giocati di queste Serie A. Dal giorno dopo tutto si è fermato. Partite, campionato ed allenamenti. Nel corso degli ultimi due mesi, le riunioni in videoconferenza nella Lega di Serie A si sono succedute mettendo sul tavolo varie proposte tra cui:
- Idea Playoff: organizzare un torneo per decretare la vincitrice dello scudetto. Ancora poco chiara la formula precisa da adottare e quante squadre saranno all’interno del playoff
- Ripresa del campionato e chiusura entro l’anno solare: l’ipotesi che andrebbe più a soddisfare soprattutto la UEFA che auspica la chiusura dei campionati attualmente bloccati entro la fine dell’anno solare
La decisione per la ripresa del campionato di Serie A è una decisione che solleva tante polemiche soprattutto nel ormai famoso dibattito tra Lega e il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che nel corso dell’ultimo question time alla camera ha dichiarato: “La mia linea e quella del Governo non è mai cambiata: auspichiamo tutti che i campionati possano riprendere regolarmente, ma a oggi è impossibile definire una data certa, prima di verificare come andrà la curva dei contagi nelle prossime due settimane”.
La ripresa degli allenamenti delle squadre serie A
Alla fine, il via libera è arrivato per i club di Serie A (e non solo) che ora possono tornare ad allenarsi (anche se solo individualmente). A confermalo è stata una circolare inviata dal Viminale ai prefetti sulle prescrizioni in vigore fino al 17 maggio.
“È consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento“.
Le prime squadre come Juventus e Lazio sono già tornate al lavoro. D’altro canto, altre squadre come il Napoli aspettano il definitivo via libera dai propri governi regionali.


























