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La scrippella di Mondragone: identità, tradizione e sapore del territorio

Tra le eccellenze gastronomiche della Campania meno conosciute al grande pubblico, ma profondamente radicate nella cultura locale, spicca la scrippella di Mondragone

Tra le eccellenze gastronomiche della Campania meno conosciute al grande pubblico, ma profondamente radicate nella cultura locale, spicca la scrippella di Mondragone. Più che un semplice alimento, la scrippella rappresenta un simbolo identitario, una preparazione povera che racconta la storia, le abitudini e il legame con la terra di una comunità.

Origini contadine e cucina della necessità

La scrippella nasce come cibo umile, tipico della tradizione contadina mondragonese. In passato veniva preparata con pochi ingredienti facilmente reperibili: farina di mais, acqua e sale. Era il pane dei giorni difficili, quando il grano scarseggiava e il mais diventava la principale risorsa per sfamare le famiglie.

Cotta su una piastra rovente, spesso direttamente sul focolare, la scrippella rappresentava un pasto semplice ma nutriente, capace di sostenere il duro lavoro nei campi. La sua diffusione è strettamente legata alla storia agricola del territorio e all’ingegno delle donne, custodi di saperi tramandati di generazione in generazione.

Cos’è la scrippella: forma e caratteristiche

La scrippella di Mondragone si presenta come una sfoglia sottile, di colore dorato, leggermente croccante all’esterno e più morbida all’interno. A differenza di altre preparazioni simili presenti in Italia, la scrippella non è una polenta né una crespella: è un prodotto unico, con una consistenza e un sapore ben definiti.

Viene cotta senza grassi, girata più volte sulla piastra, fino a raggiungere una doratura uniforme. Il profumo che sprigiona durante la cottura è inconfondibile e richiama immediatamente la cucina di casa, quella autentica.

Tradizione e consumo: dal passato a oggi

Un tempo la scrippella si mangiava da sola o accompagnata da ingredienti semplici come cicoria, verdure di campo o un filo d’olio. Nei giorni di festa, invece, poteva essere arricchita con formaggi, salumi o sughi, diventando un piatto più sostanzioso.

Oggi la scrippella ha vissuto una vera e propria riscoperta. È protagonista di sagre, eventi gastronomici e iniziative culturali che puntano alla valorizzazione delle tradizioni locali. Alcuni ristoratori e produttori hanno iniziato a proporla anche in versioni rivisitate, senza snaturarne l’essenza.

Un patrimonio culturale da tutelare

La scrippella di Mondragone non è solo cibo, ma memoria collettiva. Ogni morso racconta una storia fatta di sacrifici, semplicità e amore per il territorio. In un’epoca in cui l’omologazione alimentare rischia di cancellare le identità locali, la scrippella rappresenta un baluardo di autenticità.

Tutelararla significa preservare un pezzo di storia, tramandare un sapere antico e continuare a dare valore alle radici. Per Mondragone, la scrippella è molto più di una specialità: è un simbolo di appartenenza, orgoglio e continuità.

Immagine di copertina: DepositPhotos

Redazione CinqueColonne

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