Setteversi e...

La staccionata di Tom

A casa mia di libri ce n'erano pochi nonostante mia madre chiamasse “Libreria” uno scaffale in stile svedese che era prevalentemente occupato da soprammobili

A casa mia di libri ce n’erano pochi nonostante mia madre chiamasse “Libreria” uno scaffale in stile svedese che era prevalentemente occupato da soprammobili.

Quanto erano pochi lo capii il giorno in cui andai a fare merenda a casa di un mio compagno di classe che era anche il figlio del mio pediatra, e che oltre ad avere una stanza grande quasi come tutta casa mia che chiamava “la stanza dei giochi”, ne aveva anche un’altra in cui i libri erano di più che nella biblioteca del quartiere.

Tuttavia, se mia madre era convinta di una cosa, quella cosa era e quindi analogamente definiva sé stessa un’accanita lettrice.

I libri che giravano per casa, pur essendo pochi, erano però libri veri. “La casa in collina” di Pavese, “Il sogno di una cosa” di Pasolini, “Il Pian della Tortilla” di Steinbeck, “Fiesta” e “Le isole nella corrente” di Hemingway. Perché, esattamente come per i soprammobili e le persone, mia madre non sopportava falsi, e quindi, indipendentemente dal fatto che arrivasse a comprenderli (valeva anche per le persone) i libri dovevano essere seri.

Talmente seri che, se avevi dieci anni, ti veniva in mente di aprirli giusto per metterli rovesciati sul pavimento per farci una galleria per il trenino.

In realtà l’idea della galleria di libri non era stata mia, ma di mio padre, che trovava i libri di mia madre interessanti quanto i suoi soprammobili e le persone con le quali lo costringeva a passare il sabato sera. Tutti seduti in giacca e cravatta su un divano di broccato scomodissimo, mentre lui avrebbe tanto voluto essere lasciato in pace in garage a smontare un carburatore con le mani sporche di grasso.

Poi un giorno arrivò in casa il libro che cambiò le sorti del mio rapporto con la lettura.

Venne a trovarci una coppia che aveva due figli più grandi di me e mi regalarono una copia con la copertina rigida illustrata di “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain. E prima che io potessi dire “Grazie” o anche solo capire se sarebbe stato un grazie sincero, mio padre esordì entusiasta con: “Questo adesso me lo leggo prima io!”.

Insomma, mio padre che legge a quarant’anni Tom Sawyer sdraiato sul divano, con la camicia aperta, senza la solita cravatta e che ride a ogni due pagine come un ragazzino fu il motivo che mi spinse ad usare per la prima volta un libro non solo per farci una galleria per il trenino.

Presi ovviamente negli anni in considerazione anche “La casa in collina” di Pavese, “Il sogno di una cosa” di Pasolini, “Il Pian della Tortilla” di Steinbeck, “Fiesta” e “Le isole nella corrente” di Hemingway, e poi continuai scrivere il mio nome sulla scheda di prestito di quasi tutti i romanzi che erano in dotazione di una biblioteca pubblica di quartiere i cui giardini antistanti (e che erano anche gli unici nel raggio di dieci chilometri) erano famosi per essere più che altro il ritrovo di tutti i tossici della zona.

Ciò che mi resta ancora oggi impresso come se fosse ieri di quel mio primo libro, è mio padre che racconta (mio padre se leggeva qualcosa te lo doveva raccontare in Scala 1:1) la parte in cui Tom Sawyer deve per punizione dipingere la staccionata della casa della zia Polly e invece riesce, con una manipolazione incredibile, a farsela dipingere da tutti i ragazzi del vicinato che passano di lì, guadagnandosi pure soldi e mercanzie.

Oggi era il giorno in cui dovevo dipingere lo steccato che separa il giardino delle camere dell’agriturismo dai prati e campi e così ho fatto.

Di turisti stranieri di passaggio mentre lavoravo ce ne sono stati tanti, e sono sicuro che avrei anche potuto convincerli che faceva parte della tradizione italiana dipingere un pezzo di steccato della casa che ti ospita quando si visita il Bel Paese.

Ma poi ho pensato che, sebbene mio padre avesse riso tantissimo per quella scena, non avrebbe affatto apprezzato che io prendessi in giro le persone, e così ho finito per fare il lavoro tutto da solo.

In quanto a guadagnarci però ci ho guadagnato ugualmente, perché i turisti stranieri erano svizzeri e gli svizzeri quando vedono un italiano di sessant’anni chino a terra che lavora, gli devono per forza regalare della cioccolata come se avesse dieci anni. E esattamente così è andata.

Gualtiero Armosino

Condividi
Pubblicato da
Gualtiero Armosino

Articoli Recenti

Chiesa di Santa Luciella ai Librai: il mistero del teschio con le orecchie nel cuore di Napoli

Nel cuore di Napoli, lungo la celebre via dei librai, si nasconde una piccola gemma… Continua a leggere

20 Aprile 2026

Le notizie di oggi – 20Aprile 2026

Il notiziario di oggi a cura della redazione di Cinque Colonne Magazine Continua a leggere

20 Aprile 2026

Byondis presenta i dati delle sue nuove piattaforme tecnologiche ADC in occasione dell’incontro del 2026 dell’American Society for Cancer Research

Byondis presenta i dati delle sue nuove piattaforme tecnologiche ADC in occasione dell'incontro del 2026… Continua a leggere

20 Aprile 2026

Il noleggio sfiora il 34% di quota nel primo trimestre 2026

Il noleggio si conferma uno dei principali motori del mercato automotive italiano, arrivando a sfiorare… Continua a leggere

20 Aprile 2026

La guerra frena il turismo in Italia?

L’associazione evidenzia come il comparto turistico abbia già affrontato, negli ultimi anni, un forte calo… Continua a leggere

20 Aprile 2026

Oroscopo di Chirya: le previsioni di lunedì 20 Aprile 2026

Oroscopo di Chirya: Guarderemo le stelle insieme ogni giorno per iniziare la giornata. Ecco le… Continua a leggere

20 Aprile 2026

Questo sito utilizza cookie di profilazione tecnici e di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione e/o accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più, clicca su " Desidero più informazioni su Cookie e Privacy", per la Cookie Policy dove è possibile avere informazioni per negare il consenso all'installazione dei cookie e sulle nostre politiche in termini di Privacy Policy

Leggi di più