Categorie: Sguardo ad Est

La statua di Dostoevskij davanti alla biblioteca Lenin, perché?

Se avete organizzato le vostre ferie estive a Mosca, cercate di ritagliarvi una mezz’ora per visitare la Biblioteca Lenin. E’ una delle biblioteche più grandi e moderne al mondo. Negli anni ’90 contava 30 milioni di testi, oggi il numero è raddoppiato. Prendete la metro e scendete alla fermata Vozdvizenka. Dopo pochi metri scorgerete la sagoma della statua in bronzo che rappresenta Dostoevskij. 

All’entrata della Biblioteca Lenin ci si aspetterebbe di trovare una statua di Lenin e non di Dostoevskij. Tanto più che una statua del grande scrittore è già presente in luogo della città decisamente più simbolico. Alcuni sostengono che la statua sia stata posta lì perché Dostoevskij frequentava spesso il museo Rumyanzev, quello che è considerato il fondamento della Biblioteca Lenin nella seconda metà del XIX sec. Altri invece pensano che Dostoevskij, in quanto grande simbolo di identità nazionale come Puskin, dovesse  essere posto in un luogo simbolo della città, proprio come la Biblioteca Imeni Lenina. Qui, ancora oggi infatti, si radunano studenti, scienziati e si organizzano spesso flash mob e manifestazioni. Più simbolo di così…

Il monumento a Dostoevskij è stato inaugurato nel 1997 alla vigilia dell’850° anno dalla fondazione di Mosca e del 175° anniversario dalla nascita del grande scrittore russo. Gli artisti che hanno contribuito alla sua realizzazione sono ben tre: lo scultore A.I. Rukavisnikov, gli architetti M.M. Posochin e A.G. Koncekovskij e l’artista S.A Scarov. Questi, hanno rappresentato Dostoevskij seduto su un rialzo, coperto da un pezzo di stoffa messo un po’ sbilenco. Guardando la statua, abbiamo la sensazione che la stoffa sia stata recuperata e messa lì alla meno peggio per dare la possibilità allo scrittore, stanco, di potersi sedere senza sporcarsi. Se si osserva la statua di lato si noterà che Dostoevskij è seduto al bordo del rialzo, in una posizione poco comoda che gli induce una posa quasi innaturale.

E’ come se lo scrittore avesse sentito ad un certo punto la necessità di sedersi perché troppo provato. Forse riflette con dolore sul destino del mondo e dell’umanità, chissà… La mano sulla gamba quasi a sorreggere la schiena e lo sguardo basso, ci trasmettono questa sensazione di forte affaticamento. Probabilmente gli autori del monumento hanno voluto mantenere il fil rouge della sofferenza che ha caratterizzato gran parte della vita dello scrittore e che è stata rappresentata tra l’altro nella scultura realizzata nel 1918, sempre a Mosca in via Dostoevskij, dall’artista S.D Mercurov. La scelta della strada non è stata casuale, qui c’era l’ospedale nel quale lavorava il padre di Dostoevskij e dove peraltro nacque lo stesso scrittore (oggi casa-museo).

Altri invece sostengono che la statua voglia cogliere il momento di sofferenza di Dostoevskij durante la condanna ai lavori forzati. Lo scrittore si guarda la mano, ha gli occhi bassi per evitare di incrociare quelli del giudice. La sua posizione innaturale poi potrebbe indurre a pensare che sia in attesa di percosse da parte della guardia di turno… La statua si presta davvero a tantissime interpretazioni. Dite la vostra!

articolo presente in www.sguardoadest.it

Francesca Amore

Trapiantata a Roma per necessità ma emotivamente ancorata a Napoli, non ha mai smesso di sperare che un giorno ci ritornerà definitivamente. Laureata all?istituto Universitario Orientale in lingue slave , si occupa di traduzioni dal russo e dal polacco. Giornalista pubblicista dal 2005, è appassionata di arte e letteratura in genere, ma di quella russa in particolare. Ama scrivere sugli argomenti più disparati perché di indole curiosa.Generosa, impulsiva e sincera, non ama le persone intellettualmente disoneste, ma si sa, il mondo è bello perché è vario, ma intanto? io mi scanso.

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Francesca Amore

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