La notizia è subito divenuta virale: si è spento a 88 anni il prof. Luigi Labruna, uomo di grande spessore culturale, esimio giurista, già preside della facoltà di Giurisprudenza di Napoli e voce più che autorevole nella Storia del diritto Romano.
Immerso nelle sue ricerche e nei pregiati libri che ha scritto, oltre alle innumerevoli menti che ha forgiato negli anni di docenza, il professore Labruna amava essere veritiero, rispondere con saggezza e con un velo di tristezza che sempre trapelava nei suoi occhi come fanno coloro che intuiscono il senso delle cose prima degli altri.
Parliamo del prof. Luigi Labruna
Ho avuto la fortuna di conoscere lui e la sua famiglia d’origine in tempi lontani e ho potuto constatare quanto già allora amasse il suo lavoro e perseguisse la ricerca documentale con determinazione e perspicacia. Ricordo di lui, però, anche quando era un giovane professore all’inizio della sua carriera. Ci incontravamo nelle viuzze del Cilento o a qualche evento familiare quando da piccola valutavo la sua cortesia e gentilezza nel rivolgermi la parola e un buffetto sulla guancia. Ecco, è lì che ho imparato ad amare la storia e la cultura in quei momenti in cui lui rappresentava ai miei occhi di adolescente un miraggio da seguire, una strada da percorrere. Per carità di riflesso, piccole cose ma tutte amate come ha abilmente fatto lui per decenni con il su lavoro.
Esempio empatico e positivo
Anch’io ho appreso con cordoglio della sua dipartita, oggi da adulta capisco più profondamente come lui lo sia stato per me. Un esempio empatico e positivo molto importante per i nostri giovani e di quanto significhi, ad oggi, averne bisogno. Che la terra ti sia lieve e ti venga restituito ciò che hai dato ai tuoi allievi e al mondo della conoscenza.
Crediti immagine di copertina: Università degli Studi di Napoli – Federico II


























