Negli ultimi tre mesi, soprattutto a Roma e nel Lazio, si sono verificati circa 200 episodi di danneggiamento delle infrastrutture finalizzati alla sottrazione dei cavi di ricarica di rame dalle colonnine per le auto elettriche. A segnalarlo in una nota è Motus-E, l’associazione italiana che riunisce le aziende della filiera della mobilità elettrica: case automobilistiche, operatori della ricarica, componentistica e servizi. A tal riguardo Motus-E ha appreso con soddisfazione i primi importanti risultati ottenuti dalle forze dell’ordine per fermare i furti di rame tanto che nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha messo a segno una serie di arresti e concluso con successo le prime operazioni volte a bloccare questo fenomeno.
“La Pubblica sicurezza ha prontamente acceso un faro sulla vicenda delle colonnine di ricarica e gli operatori della ricarica si sono messi a disposizione per fornire il massimo supporto attraverso una condivisione di informazioni estremamente proficua”, spiega il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso. “Come associazione noi abbiamo immediatamente dato vita a una task force dedicata alla questione, – aggiunge – per monitorare la situazione e diffondere le migliori best practice per la sicurezza delle infrastrutture, a partire dall’utilizzo a tappeto delle telecamere, anche con riconoscimento automatico della targa”.
“Sul tema è importante essere chiari – conclude Naso, – per pochi euro di rame si fanno danni ingenti e chi commette questi reati rischia moltissimo, perché la fattispecie può prevedere diverse aggravanti, dal danneggiamento alla sottrazione di materiale da infrastrutture per l’erogazione di energia, che possono comportare pene fino a 10 anni di reclusione”.
(Adnkronos)
Foto di Markus Distelrath da Pixabay























