Se dall’altra parte del mondo in Messico, USA e Canada stanno per avere inizio i mondiali di calcio con la sfida tra Messico e Sudafrica, l’Italia è ancora ferma al palo per la terza volta consecutiva. L’Italia e gli italiani vedranno nuovamente tutti dal divano in questa torrida estate del mondiale 2026. Cosa ci resta da fare, quindi? Oltre a goderci le partite magari potremmo tirare fuori qualche fatto curioso. Ad esempio, sapete di quella volta che… il Napoli ha “partecipato” ai mondiali di calcio? Se la risposta è no, allora godetevi questo racconto per dare il “benvenuto” a questa nuova edizione della Coppa del Mondo.
Mondiali di calcio, qualche info su Messico e Sudafrica
Tutto pronto per i Mondiali di calcio 2026. Oggi, giovedì 11 giugno, inizia la Coppa del Mondo di calcio 2026, che si giocherà tra Messico, Stati Uniti e Canada. Ad aprire la manifestazione sarà la partita inaugurale del Gruppo A Messico-Sudafrica (con tanto di cerimonia). La partita avrà inizio alle ore 21 (orario italiano) in quel di Città del Messico e il palcoscenico sarà lo storico Mexico City Stadium da oltre 80mila persone. Il match sarà visibile su Dazn e su Rai1. Per i più “notturni”, inoltre, alle 4 di notte del 12 Giugno potrete assistere all’altra partita che compone il girone A di questo mondiale. Parliamo della sfida tra Corea del Sud e Repubblica Ceca che si sfideranno allo Estadio Guadalajara di Zapopan. Insomma, il mondiale inizia a carburare ed a scaldare i motori.
Il mondiale del 1934

Torniamo al nostro aneddoto. Siamo nel 1934, l’Italia ospita la seconda edizione della coppa del mondo. La nazionale di Vittorio Pozzo, in quest’occasione, vincerà la sua prima Coppa Rimet in un’edizione all’insegna delle polemiche che nacquero sin dall’assegnazione. La Svezia, infatti, lamentò non poco le pressioni politiche dell’Italia fascista sul comitato che aveva il compito di decidere a quale nazione assegnare il mondiale di calcio. Le stesse pressioni, polemiche e accuse che aleggeranno in maniera pesante sull’intera competizione poi vinta dagli azzurri. Non è un mistero, infatti, come le gare degli azzurri non fossero state idilliache dal punto di vista arbitrale con due direttori di gara (Baert e Eklind) sospesi poi dalle rispettive federazioni per inadeguatezza a dirigere partite di questo genere.
Una delle partite più criticate è la semifinale tra Italia e Austria dove gli ospiti lamentarono un gioco estremamente duro, due rigori negati e il gol vittoria di Guaita definito irregolare. La rete, arrivata poco dopo il ventesimo minuti di gioco, avviene per una doppia carica di Ferrari e Meazza verso il portiere austriaco Platzer. La mancanza d’immagini, ovviamente, portò anche ad una versione totalmente opposta a quella austriaca dove sarebbe lo stesso portiere dell’Austria a commettere fallo sui giocatori italiani. Anche la finale contro la Cecoslovacchia fu costellata da polemiche con l’arbitro argentino Baert visto a colloquio, poco prima della finale, con Benito Mussolini.
Quando l’Austria si tinse… d’azzurro
Insomma, la quotata nazionale austriaca tra polemiche e accuse dovette accontentarsi di giocare la finalina per il terzo posto. La gara, in programma a Napoli, fu giocata contro la Germania che si arrese in semifinale contro la Cecoslovacchia perdendo col punteggio di 3 a 1. Lo stadio Ascarelli, impianto tra i più moderni dell’epoca e situazione nell’attuale rione Luzzatti della città partenopea, era pronto ad ospitare questa importante sfida ma c’era un problema: non si poteva giocare.

Perché? Entrambe le squadre giocavano con la stessa divisa. Austria e Germania, infatti, disputavano le loro partite con maglia bianca e pantaloncini neri. Un bel problema visto che al tempo non esistevano certo le seconde e terze divise quindi cosa fare? La soluzione fu fare un lancio di moneta per decidere chi, almeno, potesse avere la possibilità di giocare con la propria divisa e fu la Germania ad avere questo “onore”.
L’Austria, quindi, come scese in campo? Usando la divisa della squadra locale ovvero proprio quella del Napoli. La squadra austriaca, infatti, scese in campo con la maglia azzurra prendendole dalla squadra partenopea. Un fatto curioso ma che entrò nella storia della competizione come la prima volta nella quale una nazionale scese in campo con la maglia di un club. Per dovere di cronaca, la partita venne vinta dalla Germania per 3 a 2 ma questa storia rappresenta uno di quegli episodi che compongono l’immaginario collettivo del mondiale di calcio.
Immagine di copertina migliorata e colorata tramite Gemini


























