Peppino Di Capri è morto oggi a 87 anni dopo una lunga malattia. Il cantante è scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione. A dare la notizia è stato il quotidiano partenopeo ‘Il Mattino’. Interprete della grande musica italiana e pianista raffinato, con Peppino di Capri se ne va un pezzo di storia della canzone, un artista che ha attraversato ottant’anni di musica italiana e internazionale con una naturalezza che appartiene solo ai grandi.
Chi era Peppino di Capri
Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, era nato a Capri il 27 luglio 1939, in una famiglia dove la musica era un destino: il nonno nella banda dell’isola, il padre Bernardo con un negozio di dischi e strumenti e mille strumenti suonati nel tempo libero. Lui, a quattro anni, già si esibiva davanti alle truppe alleate di stanza sull’isola durante la guerra. A sei anni studiava pianoforte con una severa insegnante tedesca a Napoli, ma la sua vera vocazione arrivò presto: nel 1953, con l’amico batterista Ettore Falconieri, iniziò a suonare nei night club di Capri e Ischia come ‘Duo Caprese’. Quando l’insegnante scoprì le sue esibizioni, lo cacciò. Da quel momento, Peppino si dedicò completamente alla nascente musica rock d’importazione americana.
Il successo
Tra settembre e dicembre 1958 incideranno dieci brani negli studi Carisch. Il successo esplode con ‘Nun è peccato’, pubblicato il 28 novembre: un evergreen della canzone napoletana. Il primo 33 giri, uscito il 16 dicembre, diventa uno degli album più venduti della stagione. Nel 1959 arriva un altro trionfo con ‘Voce ’e notte’, classico del 1905 che Peppino porta di nuovo in cima alle classifiche.
Immagine di copertina: Wikipedia


























