Diciamolo chiaramente: la terza mancata qualificazione consecutiva della nazionale italiana ai Mondiali non è più un caso, ma un fallimento strutturale del calcio italiano. Non riguarda solo il campo, ma l’intero sistema. L’esclusione comporta perdite economiche immediate, come i ricavi FIFA, e soprattutto danni più ampi: meno sponsor, minori investimenti, calo dell’interesse televisivo e riduzione del valore commerciale della Nazionale, che perde visibilità globale.
Italia… e ora?
Il problema più grave è però la perdita di centralità internazionale. Mentre altri Paesi crescono e attraggono risorse e talenti, l’Italia resta indietro, ampliando il divario. Dopo tre esclusioni, non ci sono più alibi: emergono limiti profondi nella gestione, nella programmazione e nello sviluppo del talento. La FIGC è ora davanti a una scelta decisiva: continuare con interventi superficiali o avviare una rifondazione completa del sistema calcio, dai settori giovanili alle infrastrutture. Il danno, infatti, è anche d’immagine: restare fuori dal Mondiale significa sparire da una vetrina globale. Non si tratta più solo di qualificarsi, ma di ricostruire un sistema oggi in crisi.
L’attuale leadership: Gravina
“Permettetemi di fare i complimenti ai ragazzi, mi dispiace che molti non hanno avuto la possibilità di appprezzare il clima, come crescita, determinazione, orgoglio, e devo fare i complimenti a Rino Gattuso, è stato ed è un grande allenatore. Gli ho chiesto di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi. Ssulla partita c’era poco da commentare, sono stati eroici. Per quanto mi riguarda la parte tecnica è da salvaguardare la 100%, per la parte politica c’è la sede preposta.
Ho chiesto di convocare un Consiglio federale la settimana prossima, sono valutazioni che faremo noi al nostro interno, all’esercizio della richiesta di dimissioni sono abituato, ma spettano di diritto al consiglio federale e lo faremo“. Non vuole arretrare il presidente della Figc Gabriele Gravina in conferenza stampa a Zenica dopo il ko con la Bosnia e il terzo Mondiale mancato. “Turpin? Alcune scelte hanno lasciato qualche perplessità, forse meritava maggiore approfondimento, ma non mi va ora di parlare degli arbitri“.
Gravina non arretra
“Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sport sono dilettantistici e dobbiamo fare anche un rapporto sulla base dell’equità, visto che si possono effettuare scelte che in sport professionistici non si possono attuare, con alcuni che sono sport di Stato, come lo sci. Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale che richiede una riflessione generale che non spetta solo alla federazione, spetta al mondo della politica italiana che ho visto immeditamente si prodiga e accellera solo per la richiesta di dimissioni, però vorrei chiedere almeno un provvedimento utile che abbiamo chiesto se c’è stata una disponibilità a sostenere una crescita del movimento calcistico italiano e questo è un quesito che anche in sede politica dovremo affrontare“.
Continua il presidente della Figc Gabriele Gravina in conferenza Zenica. “Così come il blocco di normative e regole che abbiamo e che ti impediscono di adottare delle scelte, è chiaro che siamo ingessati. La responsabilità oggettiva è mia e della Federazione, me le sono sempre assunte, come stasera ma ci sono delle riflessioni che non devono andare ad intaccare la grande dignitòà e il lavoro di chi ha profuso energie come Gigi, Rino, lo staff e i ragazzi che meritano grande risopetto da parte di tutti. Tema arbitri? E’ un problema domestico e internazionale“.
Voci dal campo: Spinazzola, ‘ancora non ci credo, dispiace per italiani’
“Ancora non ci credo che siamo usciti in questo modo. Dopo una partita giocata 80 minuti in dieci siamo riusciti a portarla ai rigori. È un grande dispiacere per tutti per noi, per il gruppo, per tutti i bambini e gli italiani che non vedranno un altro Mondiale“. Lo ha detto Leonardo Spinazzola, terzino dell’Italia e del Napoli, alla Rai dopo la sconfitta ai rigori nella finale dei play-off di qualificazione ai Mondiali 2026 contro la Bosnia. “Sono stati decisivi gli episodi. Sapevamo che in 10 uomini per tutta la partita sarebbe stato difficile, abbiamo anche avuto qualche occasione che non abbiamo concretizzato“.
Voci dalla politica: Mollicone, ‘audizione di Gravina per motivi disfatta dell’Italia’
“In seguito alla nuova e grave sconfitta della Nazionale italiana di calcio e la conseguente mancata qualificazione alla Coppa del Mondo – per la terza edizione di fila – chiederò l’audizione, dati i poteri di vigilanza del Parlamento, in Commissione Sport alla Camera, del Presidente della Figc Gabriele Gravina per capire i motivi di una simile disfatta“. Lo dichiara il presidente della Commissione Sport della Camera, Federico Mollicone dopo la sconfitta degli azzurri ai rigori nella finale dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 contro la Bosnia. “L’ultima volta che l’Italia ha partecipato alla fase finale è stato nel 2014: praticamente due generazioni di ragazzi italiani non hanno mai visto la propria nazionale giocare ai mondiali“, conclude Mollicone.
Crippa, ‘Serve riforma totale’
“Dopo l’ennesima umiliazione della Nazionale, eliminata ai playoff e fuori per la terza volta consecutiva dai Mondiali, è arrivato il momento di dire basta. Serve una riforma totale del calcio che è proprietà dei tifosi e non del presidente della Figc. Rilanciamo subito il limite a 5 extra Ue in campo e l’obbligo di schierare tra i titolari i ragazzi italiani provenienti dai settori giovanili. Se in questi anni non è stato fatto nulla di concreto, la colpa è anche di Gabriele Gravina, una sciagura per il calcio”. Così il deputato della Lega Andrea Crippa.
Bignami, ‘dimissioni Gravina imprescindibili’
“Dopo l’ennesimo fallimento della Nazionale di calcio Italiana, il presidente della Figc Gabriele Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili”. Così su X il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami.
Dall’altra parte della politica…
Il fallimento dell’Italia, fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, arriva alla Camera dei deputati e la politica entra in campo. In apertura di seduta il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Caiata ha chiesto un’informativa del ministro dello Sport, Andrea Abodi, chiedendo le dimissioni del presidente della Figc, Gabriele Gravina, dopo la sconfitta ai calci di rigore contro la Bosnia. Ancora una volta, la politica italiana non affronta il problema ma utilizza il tutto per mettere in scena l’ennesimo balletto delle contrapposizioni nel quale, però, il calcio non avrà mai modo d’uscirne migliore ma continuerà ad andare in malora.
“Non credo che con questo tipo di interventi assolviamo la nostra funzione e anche il futuro del nostro calcio“, ha replicato Marco Grimaldi di Avs. Dalla richiesta di Caiata si è dissociato Mauro Berruto, del Pd, chiedendo che l’informativa di Abodi riguardi le ragioni che hanno portato all’eliminazione dell’Italia e non le dimissioni di Gravina.
Insomma, AVS non assolve Gravina, ma respinge l’idea di una sua rimozione imposta dall’alto dal centrodestra, sostenendo invece la necessità di affrontare la crisi del calcio con riforme strutturali, non con un semplice cambio ai vertici deciso dal governo.
Immagine di copertina: DepositPhotos























