In Italia, entro il 2029, serviranno almeno 2 milioni e 211 mila lavoratori domestici e badanti per rispondere ai bisogni di cura delle famiglie. Di questi, circa il 69% sarà rappresentato da personale straniero, in gran parte proveniente da Paesi extra Ue. È quanto emerge da uno studio commissionato da Assindatcolf al Centro studi Idos e presentato a Roma nell’ambito del Rapporto 2026 Family (Net) Work.
Già alla fine di quest’anno, su circa 15 milioni di over 65, ben 2,2 milioni avranno bisogno di assistenza, pari al 14,6% del totale. La percentuale varia a livello territoriale: si va dal 12% del Nord fino al 19% nel Sud e nelle Isole. Di questi, il 43,6% (circa 958 mila persone) farà ricorso a servizi a pagamento.
Il fabbisogno di badanti cresce
Guardando al 2029, si stima che saranno necessari quasi 1 milione e 68 mila badanti, di cui oltre 784 mila stranieri (73,4%). La distribuzione geografica, però, non segue quella del bisogno: le percentuali più alte si registrano nel Centro-Nord (tra il 50% e il 52%), mentre regioni come Campania, Sicilia e Calabria si fermano intorno al 32%.
Sempre più richiesta anche per le colf
Anche il lavoro domestico legato alla gestione della casa è destinato a crescere: si prevede che serviranno circa 1 milione e 144 mila colf, con una presenza straniera pari al 64,8% (742 mila lavoratori).
Complessivamente, il fabbisogno aumenterà di circa 122 mila unità tra il 2027 e il 2029, ovvero oltre 40 mila lavoratori all’anno. Di questi, solo una piccola parte sarà italiana, mentre la maggioranza arriverà dall’estero, soprattutto da Paesi non comunitari.
Un Paese sempre più anziano
A spingere questa domanda crescente sono soprattutto i cambiamenti demografici: l’aspettativa di vita, oggi pari a 83,7 anni, è destinata a salire ulteriormente entro il 2050. Parallelamente, la popolazione attiva diminuirà sensibilmente, riducendo il numero di persone disponibili a lavorare.
Invecchiano anche i lavoratori stranieri
Lo studio evidenzia anche un altro dato rilevante: la popolazione straniera sta invecchiando. Gli over 65 rappresentano oggi il 6,9% del totale, una quota quasi triplicata rispetto al 2012. Nel settore domestico, il fenomeno è ancora più evidente: nel 2024 oltre l’11% degli addetti aveva più di 65 anni.
Particolarmente significativo è il caso delle badanti: la percentuale di lavoratrici over 65 è passata dal 4,3% nel 2015 al 16% nel 2024. Un trend che lascia prevedere un progressivo abbandono del lavoro per motivi legati all’età e alla salute.
Un ricambio sempre più difficile
Il settore si trova quindi ad affrontare un problema di ricambio generazionale. Secondo le stime, oltre l’81% dei nuovi lavoratori necessari nei prossimi anni dovrà essere straniero, e circa tre quarti di questi proverranno da Paesi extra Ue.
Il rischio per il sistema di assistenza
Secondo Assindatcolf, senza un adeguato aggiornamento delle politiche migratorie e dei flussi di ingresso, il sistema di assistenza familiare rischia una crisi profonda. Il paradosso potrebbe essere quello di avere lavoratori sempre più anziani chiamati ad assistere una popolazione anch’essa in età avanzata.
Serve una riforma del settore
Infine, dal rapporto emerge la necessità di intervenire sui meccanismi di ingresso e assunzione. L’obiettivo è contrastare fenomeni diffusi come lavoro irregolare, sfruttamento ed evasione, migliorando al tempo stesso le condizioni di un comparto fondamentale per il welfare del Paese.
Foto di Jsme MILA: https://www.pexels.com/it-it/foto/assistente-agli-anziani-che-aiuta-nelle-faccende-domestiche-29372733/


























