Il serramento ha smesso da tempo di essere un elemento tecnico da nascondere ed è entrato a pieno titolo nel progetto estetico della casa. Le novità arrivate negli ultimi mesi seguono questa direzione e riguardano il profilo, il vetro, il colore e perfino il gesto con cui si apre una finestra.
La direzione del gusto per il 2026 si legge anche fuori dal settore. Pantone ha scelto come colore dell’anno Cloud Dancer, un bianco morbido presentato come segnale di quiete in una società satura di stimoli, e la stessa ricerca di sobrietà attraversa le scelte di chi ristruttura casa. Sui serramenti la tendenza si traduce in linee essenziali, superfici vetrate più ampie e telai che si fanno notare il meno possibile, con finiture pensate per dialogare con pavimenti, arredi e materiali della facciata.
Ne abbiamo parlato con Alberto Malerba, titolare di Malerba Infissi, azienda attiva dal 1986 nella produzione, vendita e installazione di serramenti, con showroom a Vigonza, in provincia di Padova, e sede produttiva a Pianiga, nel Veneziano.
Meno telaio, più vetro: dal profilo sottile alle grandi aperture
La novità di fondo, quella da cui discendono molte delle altre, riguarda la proporzione tra telaio e vetro. Il profilo si assottiglia, la superficie trasparente si allarga e la finestra tende a farsi dimenticare, lasciando in primo piano il paesaggio e la luce naturale. La riduzione delle sezioni dipende dalla resistenza meccanica del materiale con cui il telaio viene costruito, perché un profilo stretto deve reggere lastre pesanti senza flettersi nel tempo. L’alluminio consente margini ampi da questo punto di vista, ed è la ragione per cui i modelli dal disegno più essenziale nascono quasi sempre con questa struttura.
Il passaggio dalla finestra alle grandi vetrate scorrevoli rende il rapporto tra vetro e telaio evidente a chiunque entri nella stanza. «Chi arriva in showroom porta il disegno dell’architetto, e in quel disegno il telaio è ridotto a una linea sottile: il lavoro parte da lì, dal capire quanta superficie vetrata regge quella struttura e con quale profilo si arriva davvero al risultato che il progetto promette», racconta Alberto Malerba.
Nel dettaglio, Malerba Infissi può lavorare su due fronti quando si tratta di dare vita a infissi per grandi vetrate, puntando su scorrevoli in alluminio quando la luce da coprire è ampia e il disegno richiesto è minimale, oppure su alzanti scorrevoli in PVC realizzati insieme a partner selezionati, quando la soglia può essere incassata, così da evitare anche inciampi.
Vetri selettivi: filtrare il sole senza scurire la stanza
Quando la superficie vetrata cresce, cresce anche il peso che il vetro ha sul comfort di chi abita la casa, e il pacchetto vetrato diventa una scelta progettuale al pari del profilo. I due parametri che la governano sono il fattore solare, che indica la quota di energia solare capace di attraversare la vetrata, e la trasmissione luminosa, cioè la quantità di luce visibile che passa. Una grande apertura esposta a sud può risultare gradevole in inverno e insostenibile a luglio proprio perché questi due valori lavorano in direzioni diverse.
Su questo fronte i vetri selettivi rappresentano la risposta più aggiornata. Il principio è un rivestimento invisibile applicato sulla lastra, composto da strati sottilissimi che riflettono la componente infrarossa della radiazione solare e lasciano invece passare la luce visibile. «Il numero delle lastre da solo dice poco, perché una vetrata a tre vetri poco selettiva può scaldare più di una a due vetri ben scelta, e l’esposizione dell’apertura cambia completamente il pacchetto da montare», osserva Malerba.
Il risultato è una vetrata che riduce il surriscaldamento estivo mantenendo un aspetto neutro, senza l’effetto specchio che caratterizzava i vetri riflettenti di vecchia generazione e che sulle facciate residenziali risultava difficile da accettare. Per chi cerca la massima resa luminosa esiste poi il vetro extra chiaro, che riduce la dominante verdastra del vetro comune, dettaglio percepibile a occhio nudo su una vetrata di tre metri.
Colori e finiture: i neutri caldi prendono il posto del bianco freddo
Il colore del serramento ha seguito per anni una strada obbligata, quella del bianco, e proprio qui si registra il cambiamento più visibile per chi guarda la casa da fuori. Le richieste si spostano verso neutri più morbidi e meno freddi, tonalità che accompagnano l’architettura invece di segnarla, mentre i grigi e l’antracite restano consolidati nei progetti contemporanei. «Una finitura resta sulla casa per vent’anni, quindi la moda del momento è un criterio fragile: il consiglio che diamo è di partire dalla luce dell’ambiente e dai materiali già presenti, perché è lì che il colore del serramento funziona o stona», avverte il titolare di Malerba Infissi. Il ragionamento vale in modo particolare sulle superfici scure, che assorbono calore e vanno valutate insieme all’esposizione della facciata.
Le collezioni presentate nell’ultimo anno spingono soprattutto sulla resa superficiale. I decorativi effetto legno di ultima generazione hanno venature tridimensionali e finitura opaca che restituiscono al tatto una sensazione vicina all’essenza vera, mentre le superfici finemente strutturate richiamano la verniciatura a polvere dell’alluminio anche quando il profilo è di un altro materiale. Si è affermata anche una fascia di colori ultraopachi e vellutati, pensata per chi desidera un serramento percepito come elemento d’arredo. La domanda segue questa strada: negli ultimi dieci anni le vendite di profili in PVC in Italia sono più che raddoppiate, sostenute proprio dalla richiesta di serramenti colorati e di finiture sempre più realistiche.
Quando la maniglia sparisce
L’ultima novità riguarda il gesto quotidiano dell’apertura. Le ante di grande formato pesano, perché ai vetri stratificati e alle camere multiple corrispondono decine di chili per metro quadrato, e la motorizzazione nasce per rendere quel peso irrilevante. «La motorizzazione va decisa insieme al serramento, non dopo: se il progetto arriva in fase avanzata si finisce per rincorrere soluzioni a vista, e su una vetrata pensata per sparire è esattamente ciò che si voleva evitare», sottolinea Alberto Malerba, perché l’alimentazione elettrica e i passaggi dei cavi vanno previsti quando il cantiere è ancora aperto. I sistemi di ultima generazione si comandano con un pulsante a parete, da applicazione o attraverso l’impianto domotico della casa, e alcuni modelli rinunciano del tutto alla maniglia: l’anta si muove al tocco e rallenta la corsa in chiusura per ragioni di sicurezza.
La conseguenza estetica è diretta, perché sparisce l’ultimo elemento visibile del serramento e la vetrata resta una superficie continua. Su aperture di questa dimensione il margine di errore si riduce, e la fase di analisi del progetto diventa la parte più delicata del lavoro: Malerba Infissi la affronta con una prima consulenza dedicata, un sistema di posa testato e qualificato e una garanzia di dieci anni su tutti i serramenti.
Il filo che tiene insieme queste novità è la sottrazione. Meno telaio, meno riflessi, meno componenti a vista: il serramento lavora per farsi notare il meno possibile, lasciando alla luce il compito di arredare la stanza.


























