‘O tuono ’e marzo (Il tuono di marzo) è una commedia in tre atti scritta da Vincenzo Scarpetta nel 1912, in lingua originale napoletana
‘O tuono ’e marzo: una commedia napoletana tra equivoci e temporali
‘O tuono ’e marzo (Il tuono di marzo) è una commedia in tre atti scritta da Vincenzo Scarpetta nel 1912, in lingua originale napoletana, e rappresenta un classico del teatro dialettale italiano.
La commedia nasce all’inizio del Novecento nel repertorio teatrale partenopeo, all’interno di una tradizione in cui il teatro dialettale riflette la vita quotidiana e le contraddizioni sociali con humour e umanità. ‘O tuono ’e marzo si inserisce nell’eredità artistica di Eduardo Scarpetta, famoso drammaturgo napoletano, di cui Vincenzo è figlio e continuatore della tradizione scenica e comica.
Il titolo allude a un’antica credenza — non solo napoletana — secondo cui nel mese di marzo, durante le notti, si sentano forti tuoni che annunciano il risveglio della natura e l’arrivo della primavera.
La vicenda comica si apre con Sofia, sorella di Don Saverio, che racconta di essere spaventata da un pauroso temporale durante una notte di marzo a Roma. In preda al panico per un fortissimo tuono e fulmini, esce dalla sua camera d’albergo e, nel buio, entra per errore nella stanza di uno sconosciuto. Ciò porta a un rapporto d’amore fortuito che genera la nascita del giovane Don Felice Sciosciammocca, figlio naturale e segreto di Sofia.
Felice, ignaro delle sue origini, è fidanzato con Marietta, figlia di Don Saverio, e la storia si infittisce di equivoci quando Turillo, un servo furbo e canaglia, si spaccia per il padre di Felice per interessi personali. Nel frattempo, Turillo deve mantenere anche un’altra bugia per aiutare un’altra giovane coppia in difficoltà.
La commedia si conclude con il ritorno di Don Alfonso Trocoli, che si rivela essere il vero padre di Felice. Nel finale, durante un altro temporale con tuoni e fulmini, Turillo viene smascherato e Don Alfonso riconosce Felice come suo figlio, promettendo di sposare Sofia e ristabilendo così l’ordine tra i personaggi.
I personaggi di ‘O tuono ’e marzo sono tipici della commedia dialettale: pieni di furbizia, ingegno, malintesi e una comicità che nasce dalle situazioni paradossali. La storia, pur giocando sulla leggerezza e sull’assurdo di alcuni eventi, riflette anche la complessità dei legami familiari e delle identità nascoste.
Nel 1975 la commedia è trasposta in una versione televisiva curata da Eduardo De Filippo con interpreti di rilievo, portando l’opera a un pubblico più vasto e consolidando il suo valore nel repertorio del teatro italiano. ‘O tuono ’e marzo resta una commedia iconica che affianca la tradizione dialettale napoletana alla capacità di raccontare, con humour e ritmo, le complessità della natura umana.
Foto di cottonbro studio: https://www.pexels.com/it-it/foto/rosso-scuro-trama-lusso-4722577/
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