Le regioni italiane con i tassi più elevati di obesità si concentrano nel Mezzogiorno, ma la maggior parte delle strutture dedicate alla cura si trova al Nord. Dei 160 centri attivi nel Paese, il 52% è localizzato nelle regioni settentrionali, il 18% nel Centro e solo il 30% tra Sud e Isole, con una presenza significativa soprattutto in Sicilia, Campania e Puglia. Alcuni territori, come Calabria e Molise, restano sostanzialmente privi di una rete strutturata, evidenziando ampie lacune nel sistema assistenziale.
Obesità, mancanza di centri al Sud
Lo squilibrio territoriale riguarda anche l’adozione dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta) e l’accesso alle terapie più innovative. A denunciarlo è la Società italiana dell’obesità (Sio), che in occasione della Giornata mondiale contro l’obesità del 4 marzo presenterà al Senato il Manifesto di Erice, documento programmatico volto a promuovere azioni condivise tra istituzioni, comunità scientifica e pazienti.
Attualmente, i nuovi farmaci anti-obesità – gli agonisti del recettore GLP-1 – sono a carico dei pazienti in assenza di diabete. Con un costo medio di circa 300 euro al mese, l’accesso risulta più semplice per chi dispone di redditi più elevati, accentuando le differenze sociali e territoriali.
I percorsi specifici
Solo sei Regioni hanno approvato un Pdta specifico: Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Sicilia. Tre sono al Nord, una al Centro e due al Sud, a conferma di una diffusione ancora limitata di strumenti che garantirebbero uniformità e qualità delle cure.
Secondo Silvio Buscemi, presidente Sio e docente di Nutrizione clinica all’Università di Palermo, il paradosso è evidente: “La rete dei centri è concentrata al Nord, dove i tassi di obesità sono più bassi, mentre il Sud, dove il fenomeno rappresenta un’emergenza sociale legata a fattori socio-economici, soffre una carenza cronica di presìdi”.
I dati in Italia
In Italia circa 6 milioni di adulti (11,8%) convivono con l’obesità e il 34% è in sovrappeso. Il divario territoriale è marcato: Molise (14,1%), Campania (12,9%) e Abruzzo (12,7%) registrano le percentuali più alte. Se si considera anche il sovrappeso, quasi il 49% della popolazione del Sud è oltre il peso forma, contro il 42% del Nord.
Il quadro è ancora più critico tra i minori: in Campania il 18,6% dei bambini è obeso, mentre nelle Province autonome di Trento e Bolzano la quota si attesta tra il 3 e il 4%. Per la Sio, la strada da percorrere è chiara: estendere i Pdta e inserire l’obesità nei Livelli essenziali di assistenza, così da garantire qualità ed equità nell’accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.
Foto di Towfiqu barbhuiya: https://www.pexels.com/it-it/foto/mani-camicia-salute-avido-11309666/
























