Tendenze

Opere d’arte nei luoghi di sofferenza: “Arte che cura. L’Ospite”

Iniziativa in Ospedale

“Arte che cura. L’Ospite” è un progetto di collaborazione tra la Pinacoteca di Brera, l’Arcidiocesi di Milano e l’Ospedale Niguarda di Milano. Ed è proprio da quest’ultimo che parte l’iniziativa culturale che vede l’arte come mezzo per alleviare le pene nei luoghi di sofferenza e non solo. 

Per la prima volta sarà esposta nell’ala sud dell’Ospedale L’Ospite, un’opera proveniente dalla Pinacoteca di Brera e conservata presso la Quadreria Arcivescovile di Milano. Il dipinto sarà il primo di una lunga serie che ha l’obiettivo di sostenere le persone durante il proprio percorso di cura e di sostenere la comunità sanitaria attraverso progetti socioculturali, donando bellezza nei luoghi di lavoro quotidiano. 

L’arte-terapia, così come la pet therapy, è sempre più usata negli Ospedali per l’effetto benefico che ha sui degenti e sui pazienti ma anche su tutta la squadra dei sanitari che si occupa di loro costantemente. Non a caso, infatti, che per iniziare il progetto sia stata scelta una sacra famiglia.

Il dipinto selezionato è “Madonna del velo”, datato 1635 circa ed è una copia di un’opera di Raffaello, realizzata tra il 1511 e il 1512 per la Chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma. La tesi più accredita tra gli studiosi identifica Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato tra gli autori dell’opera.  

Arte che cura. L’Ospite”

Il dipinto raffigura Maria in primo piano che solleva un velo impalpabile sul Figlio. Alle sue spalle c’è Giuseppe che osserva assorto la scena. Il gesto del velo dà movimento a tutta la scena, richiamando alla nostra mente il sudario e la Passione di Cristo. Lo fondo scelto dall’autore è volutamente scuro per dare, attraverso il colore della veste di Maria, risalto alla sua figura e al suo movimento. L’autore richiama le atmosfere dei dipinti di Leonardo da Vinci e, assieme, la familiarità e l’intimità tipiche di Raffaello.

“Il tema in questo contesto di cura e la scelta della sua esposizione nel mese  mariano sottolinea ancor di più il valore simbolico di sollievo e di riflessione sui valori importanti della vita, sugli affetti, sulla famiglia e sull’amore materno in un ambiente di sofferenza e di cura come quello ospedaliero” dichiara Angelo Crespi, direttore della Pinacoteca di Brera.

ASST Ospedale Niguarda

L’Ospedale Niguarda contribuisce al benessere dei pazienti con iniziative culturali già dal 1940 (non a caso era noto come ‘La città dell’Arte’). Secondo Alberto Zoli, presidente della Fondazione Ospedale Niguarda e Direttore Generale ASST Grande Ospedale Niguarda, infatti, la salute non riguarda più solo la cura delle persone ma anche quelle dei luoghi, oltre alla promozione della prevenzione e della sostenibilità.

Tra le prossime iniziative dell’Ospedale ci saranno:

  • 23 giugno 2025 cena per raccolta fondi per il progetto “Sport per Crescere” presso il Centro Ippico “Vittorio Di Capua” all’interno dell’Ospedale;
  • 30 marzo 2026 serata al Teatro alla Scala
  • Prosegue, infine, la campagna per la donazione del 5×1000”.

“Arte che cura. L’Ospite” è la prima opera di un progetto figlio di un accordo  di valorizzazione siglato nel 2024 tra La Fondazione Ospedale Niguarda e la Pinacoteca di Brera. 

Francesca Amore

Trapiantata a Roma per necessità ma emotivamente ancorata a Napoli, non ha mai smesso di sperare che un giorno ci ritornerà definitivamente. Laureata all?istituto Universitario Orientale in lingue slave , si occupa di traduzioni dal russo e dal polacco. Giornalista pubblicista dal 2005, è appassionata di arte e letteratura in genere, ma di quella russa in particolare. Ama scrivere sugli argomenti più disparati perché di indole curiosa.Generosa, impulsiva e sincera, non ama le persone intellettualmente disoneste, ma si sa, il mondo è bello perché è vario, ma intanto? io mi scanso.

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Francesca Amore

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