Dentro le notizie

Pace o geopolitica? L’Italia osservatrice nel “Board of Peace” di Gaza

C’è una parola che in questi mesi risuona ovunque: pace. La si invoca, la si promette, la si usa come scudo morale

C’è una parola che in questi mesi risuona ovunque: pace. La si invoca, la si promette, la si usa come scudo morale. Ma più la parola circola, più sembra perdere sostanza. Il caso del cosiddetto Board of Peace su Gaza — organismo di cui si discute per il suo profilo ibrido tra diplomazia, affari e governance post-conflitto — è emblematico di questa ambiguità.

L’Italia vi partecipa come “osservatore”. Una formula apparentemente neutra, quasi notarile. Eppure, in politica internazionale le parole sono scelte con cura chirurgica. Essere osservatori non significa essere irrilevanti: significa esserci senza esporsi, partecipare senza assumere responsabilità dirette, influire senza firmare.

Il punto è comprendere che tipo di organismo sia realmente questo Board. Non nasce come istituzione multilaterale classica, non è espressione di un processo ONU, né di un negoziato riconosciuto dalle parti. Ha invece tratti più vicini a una cabina di regia politico-economica sulla futura gestione di Gaza: ricostruzione, sicurezza, risorse, assetti amministrativi. Tutti settori dove la pace è solo il prerequisito per interessi ben più concreti.

Ed è qui che emerge la questione più delicata. Quando la pace diventa un “mercato”, il rischio è che la stabilizzazione di un territorio venga letta come opportunità di influenza, investimento e controllo strategico. La storia recente insegna che la ricostruzione post-bellica raramente è neutrale: spesso ridisegna equilibri, dipendenze e sfere di influenza.

In questo quadro, la presenza italiana solleva interrogativi politici più che giuridici. La Costituzione italiana ripudia la guerra come strumento di offesa, ma non vieta la partecipazione a iniziative diplomatiche o di monitoraggio. Tuttavia, la linea di confine diventa sottile quando organismi nati sotto la bandiera della pace finiscono per accompagnare assetti geopolitici guidati da potenze esterne.

La domanda vera allora non è se l’Italia aggiri la Costituzione. La domanda è se stia esercitando una politica estera autonoma o se stia semplicemente occupando uno spazio simbolico in una partita decisa altrove.

Essere osservatori può voler dire vigilare, ma può anche significare legittimare. Dipende dal mandato reale, dalla trasparenza degli obiettivi e dalla capacità di dire dei no. Senza questi elementi, l’osservatore rischia di trasformarsi in comparsa.

Gaza oggi è il crocevia di molte narrazioni: sicurezza, umanitarismo, stabilità regionale. Ma sotto la superficie resta la questione fondamentale: chi decide il futuro di quel territorio e con quali interessi?

La pace, per essere tale, dovrebbe nascere dai diritti dei popoli e dal diritto internazionale. Quando invece prende forma in consessi opachi o a guida privatistica, il sospetto che diventi uno strumento di influenza è inevitabile.

E allora la vera sfida per l’Italia non è esserci o non esserci. È scegliere come esserci: come garante di legalità internazionale o come spettatore di equilibri già scritti.

Perché la pace, se è solo una parola, diventa facilmente un’altra forma di potere.

Immagine di copertina: DepositPhotos

Gianni Tortoriello

Quattro decenni e più di vita dedicati al giornalismo, ma anche alla comunicazione tout-court, passando dalla carta stampata, alla televisione, al web. Una Laurea in Scienze Politiche alla Federico II, qualche anno d'insegnamento e qualche altro da formatore. Unica fede, il Napoli. Poche certezze, tanta passione e una consapevolezza: ciò che paga è solo l'impegno costante nel realizzare i propri progetti e, perché no, i sogni. Il villaggio globale di cristallo dell'informazione e della comunicazione è, purtroppo, divenuto il luogo dove conta solo 'spararla quanto più grossa possibile!' Il sensazionalismo e l'opinionismo hanno soppiantato la notizia. Io vorrei solo continuare a fare quello che mi hanno insegnato: raccontare i fatti.

Condividi
Pubblicato da
Gianni Tortoriello

Articoli Recenti

Chiesa di Santa Luciella ai Librai: il mistero del teschio con le orecchie nel cuore di Napoli

Nel cuore di Napoli, lungo la celebre via dei librai, si nasconde una piccola gemma… Continua a leggere

20 Aprile 2026

Le notizie di oggi – 20Aprile 2026

Il notiziario di oggi a cura della redazione di Cinque Colonne Magazine Continua a leggere

20 Aprile 2026

Byondis presenta i dati delle sue nuove piattaforme tecnologiche ADC in occasione dell’incontro del 2026 dell’American Society for Cancer Research

Byondis presenta i dati delle sue nuove piattaforme tecnologiche ADC in occasione dell'incontro del 2026… Continua a leggere

20 Aprile 2026

Il noleggio sfiora il 34% di quota nel primo trimestre 2026

Il noleggio si conferma uno dei principali motori del mercato automotive italiano, arrivando a sfiorare… Continua a leggere

20 Aprile 2026

La guerra frena il turismo in Italia?

L’associazione evidenzia come il comparto turistico abbia già affrontato, negli ultimi anni, un forte calo… Continua a leggere

20 Aprile 2026

Oroscopo di Chirya: le previsioni di lunedì 20 Aprile 2026

Oroscopo di Chirya: Guarderemo le stelle insieme ogni giorno per iniziare la giornata. Ecco le… Continua a leggere

20 Aprile 2026

Questo sito utilizza cookie di profilazione tecnici e di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione e/o accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più, clicca su " Desidero più informazioni su Cookie e Privacy", per la Cookie Policy dove è possibile avere informazioni per negare il consenso all'installazione dei cookie e sulle nostre politiche in termini di Privacy Policy

Leggi di più