I racconti e i versi che leggerete nei prossimi fine settimana, sono ispirati da un nostro gioco di scrittura, pensato per l’estate, dal titolo: Parole regalate.
Le parole di questa settimana sono: Meraki, Gnommero, Piedi, Nave, Papere, Bulli e Unghie
Storiella strampalata di Gabriella Raimondi
A PIEDI nudi, appoggiata alla balaustra di una NAVE da crociera, cercavo di reggermi con le UNGHIE e con i denti per distrarmi dallo GNOMMERO che mi era preso allo stomaco quando avevo visto due PAPERE fuggire dalla cucina inseguite da due cuochi con i coltelli in mano. Le povere bestiole starnazzavano a destra e manca mentre i BULLI urlavano come ossessi.
Ed io, con un forte MERAKI nel cuore, ho sentito il bisogno di condividere, anche con voi, questa storiella un po’ strampalata.
Bulli di Letizia Zito
Mi reggo in piedi a stento, ho il fiatone per la folle corsa, nelle unghie la pelle dell’ennesimo bullo che sfoga la sua rabbia su di me. Questa volta sono riuscito a svincolarmi e a scappare, per fortuna sono veloce.
Mi sono fermato al parco, davanti al laghetto. Le papere mi osservano con aria perplessa, si chiedono quando mi deciderò a parlare con i miei genitori di questo problemino che mi sta leggermente avvelenando la vita. Ma mamma e papà hanno già i loro problemi, gli adulti sono sempre più incasinati di noi ragazzi e io vorrei evitare di appesantire ulteriormente le loro vite. Sembrerà assurdo ma riesco ad affrontare il tutto con una strana serenità.
Penso che io, i bulli, la loro rabbia, il mio corerre, sia tutto uno gnommero che è la vita.
È un mare in tempesta questa vita, ma la mia nave è rivestita di Meraki, le mie passioni mi portano via nei momenti non facili. I miei libri, i miei fumetti, la mia fantasia. C’è bellezza, vorrei che i bulli si accorgessero di ciò, vorrei che la loro rabbia si scioglesse di fronte a un abbraccio.
Se potessi li abbraccerei. Non li odio, mi fanno tanta pena.
Preziosa la vita di Silvana Fumo
Nei ricci sottili
del bambino introverso
affondano i bulli
le proprie unghie
nere, come certi pensieri,
artigli di corvo, piedi truccati da scarpe firmate.
Affondano e offendono
offendono e affondano
la nave della gentilezza,
del rispetto, dell’attenzione
verso un fratello minore.
Hanno mai osservato
l’incomparabile forza
delle papere?
Unite difendono i propri simili
il proprio spazio e chi si prende cura di loro.
E quando insieme
si ribellano contro un pericolo
dando vita a un gnommero
di piume e di penne bianche
di colli tesi e becchi gialli
di onde rapide tra
polverose nuvole, le hanno mai vedute, e udite, che dal Campidoglio ad oggi arriva la loro eco?
Meraki perché preziosa è la vita!
Anche le papere lo sanno…
Il lupo perde il pelo ma non il vizio di Angela Acquaviva
Dice bene il proverbio.
Capitano tutte a me le fregature. Me le merito però perché mi fido troppo, sono ingenuo ed impulsivo, non vado mai coi PIEDI di piombo con le donne, anzi riservo loro un vero approccio MERAKI. Che ci posso fare! Ahimè, m’infiammano e mi stordiscono facilmente!
Ed ora eccomi qua col solito GNOMMERO in testa intento a mordermi un’ennesima volta le dita dopo aver rosicchiato buona parte delle UNGHIE e a raccontarvi il prologo dell’ultima beffa.
La settimana scorsa, tornando dal lavoro, vidi in prossimità della mia casa un bel pezzo di ragazza infastidita da un paio di BULLI e da altrettante PAPERE. Mi avvicinai e mi bastò fare solo un po’ la voce grossa per vederli
stranamente dileguarsi subito. Lei mi ringrazio con una certa enfasi e accettò di salire da me a bere qualcosa per riprendersi dallo spavento. Da allora ci siamo visti ogni sera. Si andava a cinema, in pizzeria, a fare due passi per poi finire regolarmente a letto da me.
Stupido di un asino che non sono altro, in un momento d’intimità le confessai che stavo progettando di fare una crociera, al che lei si offrì di pensare a tutto visto che lavorava in un’agenzia di viaggi. Già la sera successiva mi fornì i dettagli della NAVE, del costo, dell’itinerario, della partenza e della durata.
D’impulso la invitai a venire con me. Lei accettò a patto che pagasse la sua parte.
Provai a farle cambiare idea, ma fu irremovibile.
Allora staccai subito un assegno per la mia quota e mi offrii di pagarle la cena la sera successiva in un rinomato ristorante per la solerzia dimostrata.
Fu l’ultima volta che la vidi.
Foto di christopher Walkey da Pixabay























