Dopo due anni di forti rialzi, il prezzo del cacao è crollato nel 2025. Tuttavia, a pochi giorni dal Natale, questo non si traduce ancora in un calo dei prezzi del cioccolato. Ecco perché.
L’Africa occidentale, centro mondiale del cacao
La maggior parte del cacao arriva dall’Africa occidentale: Costa d’Avorio e Ghana, principali produttori globali, forniscono oltre la metà delle fave utilizzate dall’industria dolciaria. Il resto proviene soprattutto da Nigeria, Camerun, Ecuador, Indonesia e Brasile.
Questa forte concentrazione geografica rende il mercato estremamente vulnerabile alle condizioni climatiche della regione e alle malattie che colpiscono gli alberi di cacao.
Prezzi record nel 2024
Per tre stagioni consecutive – dal 2021 al 2024 – i raccolti sono stati insufficienti a soddisfare la domanda. Secondo Oran Van Dort di Rabobank, questo squilibrio ha spinto i prezzi verso l’alto. Le cause: meteo sfavorevole e problemi strutturali nelle piantagioni di Ghana e Costa d’Avorio, tra cui l’invecchiamento degli alberi, la diffusione del virus del rigonfiamento dei germogli e l’uso limitato di fertilizzanti e pesticidi dovuto ai bassi redditi dei coltivatori.
Nel dicembre 2024 il cacao ha toccato l’incredibile quota di 12.000 dollari a tonnellata alla Borsa di New York, una cifra mai raggiunta prima, soprattutto se confrontata con il range fra 1.000 e 4.000 dollari tipico dagli anni ’80 in poi.
Il raccolto torna a crescere
Negli ultimi mesi, però, la produzione è migliorata. I governi di Ghana e Costa d’Avorio hanno aumentato in modo significativo il prezzo riconosciuto ai coltivatori nel 2025, dopo anni di immobilità nonostante il boom delle quotazioni.
«Per la prima volta da anni sentiamo il sostegno del governo», racconta Kwame Adu, agricoltore della regione ghanese di Ahafo. Con redditi più alti, i produttori hanno potuto investire in fertilizzanti, attrezzature e nuovi alberi, migliorando la resa.
Anche le precipitazioni sono state favorevoli. «La scorsa stagione è andata bene perché ha piovuto al momento giusto», afferma Jean Kouassi, coltivatore ivoriano.
Meno cacao nei prodotti
Il boom dei prezzi ha spinto l’industria a scelte impopolari: formati ridotti, aumenti di prezzo e una progressiva diminuzione del contenuto effettivo di cacao nei prodotti, spiega Ole Hansen di Saxo Bank.
In alcuni casi, questa “diluizione” è così marcata da far perdere ai prodotti la denominazione legale di “cioccolato”, come accaduto nel Regno Unito a biscotti molto noti come Penguin e Club.
Intanto la domanda dei grandi gruppi – Mondelez, Mars, Ferrero, Nestlé – si è indebolita. Unita al miglior raccolto 2024-2025, questa dinamica ha portato a un deciso calo dei prezzi: oggi una tonnellata di cacao vale circa 6.000 dollari a New York.
Ma il cioccolato resta caro
Il calo delle quotazioni non porterà benefici immediati ai consumatori. Arriva troppo tardi per incidere sui prodotti natalizi, già fabbricati e prezzati mesi fa. Lo stesso Hansen conferma che il mercato resta volatile e che i produttori, come Nestlé, preferiscono non sbilanciarsi su eventuali riduzioni. Qualche speranza, però, potrebbe esserci per la prossima Pasqua, a condizione che i prezzi del cacao si stabilizzino sui livelli attuali.
Foto di Samer Daboul: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-selettiva-di-polvere-marrone-sul-cucchiaio-in-acciaio-inox-1212845/
























