Portale
Appena varcata la soglia
incontrai Maigret che mi mise in guardia.
Non prendere tabacco in quel distributore.
Sembrerebbe, ma sto approfondendo, che sia stato coltivato con dell’oppio per sperimentare.-
Lo ringraziai avanzando lentamente. Tutto era nuovo per me in quell’ambiente.
Sentii forte il ringhio di un mastino e stavo per spaventarmi, quando mi apparse Sherlock Holmes che con la pipa in bocca mi apostrofo’
È dei Baskerville, fa sembrare vero ciò che vero non è –
Poi la brughiera lo avvolse.
Che strano paesaggio pensai.
Vidi quel tipo con un impermeabile datato e acciaccatissimo venirmi incontro.
Ciao ti troverai bene qui, sono Philip Marlowe. Se hai bisogno di informazioni, passa nel mio ufficio. Lo trovi dietro l’angolo. –
La vecchietta stava sorridendo.
Tu chi sei – chiesi con molta delicatezza.
Sono la signora Marple, mi occupo di tutto quello che succede in questo mondo, ma fondamentalmente lavoro a maglia –
Attenzione straniero – un tipo col papillon mi guardò fisso – le mie cellule grigie avvertono pericoli da distanze profonde, non per niente sono Belga.
Per fortuna rimasi in silenzio. Mi era sembrato un francese ma stavo sbagliando. Questi tipi sono permalosi sulla loro identità di nascita.
Arrivai in un lungo viale e vidi la scritta.
Siete sul Sunset Boulevard e per ogni vostro desiderio rivolgetevi a Hitchcock. Lui sa come trattare anche gli uccelli molesti. Non vi fermate mai nei motel in collina, magari prima prendete appuntamento da Harry Bosh al distretto di polizia.
Vidi un palazzo con le porte girevoli. Mi sembrò che al piano terra ci fosse un bar. Avevo una sete terribile e allungai il passo.
L’urlo fu devastante – Non aprite quella porta!!!!! –
Cazzo – dissi a me stesso – non dipingero’ più un Portale giallooooo. Maledetto sia Rothko e quel monocromatismo –
Iniziai un pianto isterico e lacrime sulla tela Presero forma.
Da domani potrò essere Pollock –
Devo assolutamente parlare con Clint prima di fare il prossimo passo.
Lo chiamai al cellulare e spiegai tutto.
Non credevo alle mie orecchie quando sentii uno scalpiccio di zoccoli e lo vidi scendere dal cavallo.
Disse qualche frase in slang e salutò il destriero con queste parole.
Sit down Ronzi –
Forse un diminutivo importante.
Ascoltò le mie parole e accese un sigaro.
Un attimo dopo guardò la tela.
Un portale ? Action Painting, Dripping ? Uhmmm…
Si voltò di scatto e senza più parlare con un movimento furtivo
scaricò la sua colt sulla tela.
Mi guardò e disse
It’s perfect. –
Thanks Clint –
Stesi la mano, ma già erano spariti luj e il suo cavallo.
Gli artisti veri non ripetono.
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