Continua il fine settimana di racconti e poesie che caratterizzerà Setteversi. Per la “serie” #raccontieversistantanei, il tema di oggi è: il desiderio e l’amore secondo Platone.
La sindrome di Platone (di Anna Grillo)
“Seconda stella a destra e poi
dritto fino al mattino”
Ci pensi mai, Peter, al destino?
A quel che ora dici del nostro amore,
se sia soltanto un’idea pura e bella,
che a renderci felici basti il volo
a contemplare una smarrita stella.
Platone scrive “Ognuno ha la sua metà”,
la mia però, possiede un problema serio:
rifiuta il tempo, la terra e la realtà,
spende i giorni dentro al suo mistero.
Sì, tu parli d’unione spirituale:
quel sentimento che ignora la materia;
ma volare in eterno è un po’ banale,
e questa storia non è mai stata seria.
La filosofia ti rende assai profondo,
e io dovrei rassegnarmi a un latitante,
amore che vaga per il mondo…
La mente è stanca, a furia di volare
mi fanno male ali e gambe!
Segui pure le tue strambe favole,
i tuoi pensieri fini e l’iperuranio:
io stasera esco a cena,
ma con Capitan Uncino!
Leggere d’estate (di Rossana Rachele Medici)
Cosa disse, Platone?
No, è che mi sono distratta a guardare una linea –
il tuo orecchio, a conchiglia,
ha una striscia di sabbia
e le impronte… una rabbia scemata,
un livore di spuma affannata…
ora dorme, appoggiato al mio ventre –
dicevi? – nel mentre, muovi quel piede:
sostiene, ed è fatto di nervi e di ossa,
della cenere scossa
di chissà che riscossa…
mi tenta, la mano già freme –
platonico? Certo, ti ascolto
e tutto il tuo mondo dispieghi –
ma io miro al tuo collo,
alla vena che pulsa –
mi chiedi, rispondo, ma ridi:
lo senti, il respiro del mondo
che cambia – già ti offro una spalla –
nessuna parola s’è infranta,
si frange il sospiro – mi giro,
arrossendo: questo libro che stiamo leggendo
sarà presto lasciato,
per un’ora od un giorno –
e il creato, giurerei, s’è destato.
Poesia di Mariella Ligorio
Non disprezzare il tuo desiderio,
non condannare il demone che t’abita.
È arsura del convivio
verso l’irriconoscibile.
Follia?
E sia: siamo folli.
Eros spinge nel cerchio di fuoco,
ci slega dai lacci del mondo
e ci incatena
nella rinascita di una nuova veste.
Non ricambiare desiderio di ingiustizia
con ingiustizia.
Gli Dei ammirano l’amato più dell’amante
e l’amante è al contempo amato
e il volere più del non volere.
Blande parole… (di Leo Vale)
Blande parole…
se ci diciamo amore.
Nudi nei cuori
occhi negli occhi, nudi
fiori nel vento.
Quando il tuo soffio
mi precipita dentro.
Nulla che si fa tutto semplice verità.
Sentiero di campagna,
prati, bellezza,
tra salici e granturco.
Il sole che ci bacia
e ci accarezza il tempo.
Se muti camminiamo,
le cose non dette,
nel brusire dei campi, nell’attimo più
immenso,
si tengono per mano.


























