Continua il fine settimana di racconti e poesie che caratterizzerà Setteversi. Per la “serie” #raccontieversistantanei, il tema di oggi è nuovamente: il desiderio e l’amore secondo Platone.
Poesia di Rosa Maggianu
Il desiderio è motore, colore, luce;
Suono, frastuono, rivoluzione.
Il desiderio è prima di tutto
È il big bang
Il sipario di apre e…
lo stupore della sorpresa.
È qualcosa di già preparato non so da
chi…
💕💕💕
È continuare a tenerti la mano e sentirti
vicino.
Rosa di bosco (di Roberto Marzano)
– Che cosa ti farei rosa di bosco
se ti adagiassi adesso al mio destino
cruda rugiada che grida nella notte
affabulante brivido in cammino?
– Non so, dimmelo tu cane da briglia
è tesa la mia pelle ad aspettare
il sobbollire languido di labbra
che cercan precipizi con urgenza.
– Ti ho vista in sottofondo mia scintilla
come di un fuoco fatuo d’indecenza
ti morderò la bocca senza appiglio
ti sdraierò su me collo con collo.
– Allora fallo, vieni con me adesso
prima che il sole invada la pianura
e che il delirio spasimi e si spanda
a me, a te, a questo folle incontro.
Poesia di Maria Iarussi
Non ho disprezzato il desiderio,
ma l’ho guardato da lontano,
come chi osserva il mare senza
bagnarsi i piedi.
Platone dice che è lui a muoverci,
a portarci lontano,
a spingerci oltre il
confine.
Eppure, a volte mi sono fermata sulla
soglia.
Avrei voluto avere più coraggio,
la forza di spalancare le mani,
di afferrare il tempo e mordere la vita,
senza la paura di scottarmi.
Avrei voluto assaporarne ogni gusto –
il dolce, l’amaro, l’aspro del rischio-
e lasciarmi trascinare da quel fuoco
che ho tenuto troppo a lungo custodito.
Oggi ascolto quel richiamo,
la spinta che ancora muove il cuore,
e imparo che non è mai tardi
per assaggiare il mondo.
Così è (di Edoardo Ancona)
Platone
aveva sempre
un gran magone
perché nessuna confezionava per lui
ai ferri un maglione
o qualcosa che fosse
segno d’amore
e dedizione.
Voleva solo
un po’ di attenzione,
cercava chi
gli potesse rubare il cuore.
Scottato dalla passione
il desiderio non si spegneva
l’eros, dentro di lui,
eternamente ardeva.
All’amore, offriva amore
in uno scambio infinito
gira la pagina
il poema è finito
poiché sognò che lui
divenne cigno
dopo la morte
lo ebbe in pugno.
Poesia di Letizia Zito
Cosa desideri, tu fanciulla?
Questo ti muove, da quando sei in culla.
Il desiderio ti ha aperto le strade,
ti ha fatto umana, ha spalancato le grate
della prigione che ti porti dentro,
il tuo desiderio è delizia e tormento.
“Desidero essere realizzata!”
-Cosa significa? Spiega meglio!-
“Che vuoi che dica? Non trovo
argomento.”
Il desiderio è già appagamento
senza potrei sparire, pouf…in un
momento.
Desidero questo, desidero quello
desiderio essere io l’argomento.
Ora, alla fine siamo arrivati
di questi versi strampalati
e mi sorprendo veramente
di non aver inserito
quella cosa potente
quella che solo a pronunciarla
tramuta i cuori in cuori di panna.
Ma io son forte non la dirò
la parolina è un qui pro quo.
Poesia di Marilena Viola
Cosa mi spinge a procedere lo so
l’ho saputo
non sempre consapevolmente
ma “a fiuto” sentivo una spinta
una direzione da prendere
senza neanche definirla
senza darle un nome.
Non serve catalogare ció che si prova
non serve *catalogarsi*
si muova libero lo spirito dentro di noi
come guida non scritta
come legge non codificata
ma fortemente sentita.
Scelta come passione
passione come desiderio
desiderio di attesa d’una promessa
fatta solo a se stessi.
Nel crogiolo della personalità vari
elementi non sovrapposti ma vissuti
singolarmente
con semplicità.
La spinta…. una voce potente
uno stravolgimento che prende
a volte forse un pó di follia
a volte solo il caso
la casualità
oppure si chiamiamola Provvidenza.
Chi ama brucia
ed é questo il propellente.
Foto di Jonathan Cooper: https://www.pexels.com/it-it/foto/statua-monumento-scultura-calcestruzzo-11890535/


























