Epicurei, asceti, edonisti, cinici, stoici o cos’altro siamo o non vorremmo essere mai? Lo vogliamo raccontare, qui su Setteversi, tra parole e versi.
Siamo un Bloody Mary sbagliato di Anna Grillo
Siamo un Bloody Mary sbagliato.
Oscilliamo su un filo, con un bicchiere in mano.
Epicurei del lunedì, cantiamo in coro:
“Voglio solo il succo di pomodoro!”
Poi la pace, il silenzio, il divano.
Il telefono spento, zero drammi;
un amico che ascolta e non condanni.
Ci basta il niente…
E il martedì?
Asceti, con il senso di colpa
che già monta.
Allora giù di limone e Tabasco. Niente carboidrati.
Via dai social e meditazione alle sei del mattino.
Niente colazione.
Vogliamo purezza, controllo, digiuno.
Ci sentiamo dei santi.
Ma il mercoledì è già qui e l’ansia incalza.
Edonisti scatenati, con la vodka tra le mani,
siamo diavoli senza la Corona.
Vogliamo il fuoco della musica alta,
lo shopping compulsivo da divo,
a mezzanotte scoccano baci infuocati
senza futuro.
Spremiamo il presente.
Al domani si vedrà.
Giovedì ci scopriamo cinici e stoici.
Guardiamo il mondo con un ghigno indifferente.
Saremo mica automi? Perfetti e geometrici?
Quelli che non rischiano, non sbagliano, non peccano.
Grigio cemento che cammina e non conosce il rosso,
il bruciore del Tabasco o l’ebbrezza di un “Angelo Azzurro”.
Ma non fa per noi.
Siamo solo funamboli,
l’imperfetto in perfetto equilibrio.
Siamo un Negroni sbagliato
e per mescolare questa vita,
ci resta solo un gambo di sedano.
Dovrò di Roberto Marzano
Disimparare dovrò bon ton ed etichetta
diventar più insolente di una
processionaria
tirar stracci nell’aria e calci contro il
muro
ormeggiare le mani nelle tasche
dell’anima
seminare impetigine in focolai di tigna…
Dovrò levare la forfora dai pettini unti
farne un mucchietto ben consistente
spalancare di colpo le dita e mandarlo
sul tuo sguardo codardo da pesce
inquinato.
Dovrò assumere aria in dosaggio elevato
concentrarla ai polmoni con un respiro
sicuro
e scaraventarti sul muso il mio bel
“vaf-fan-culo”!
Poesia di Letizia Zito
Intorno c’è un mare di chiacchiere vuote
la gente mi stanca, la falsità mi annoia
chi parla di niente mi toglie la gioia.
Niente sorrisi per pura facciata
la cerchia è ristretta, la porta sbarrata.
Fronte alta e mente attiva
sono una stoica selettiva
solo a pochi la mia anima arriva.
Fuori combatto col mondo antitetico
ma a casa applico il piano più medico:
un buon divano il silenzio magnetico
e il mio personale epicureismo strategico.
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