I drusi sono una comunità religiosa e culturale del Medio Oriente
Raid Israele in Siria
(Adnkronos) – “Stiamo operando per salvare i nostri fratelli drusi”. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nella giornata in cui si registrano nuovi raid di Israele in Siria. Le forze armate israeliane affermano di aver “colpito un obiettivo militare nell’area del palazzo presidenziale del regime siriano a Damasco”. Colpito anche il quartier generale delle forze armate siriane nella capitale.
I drusi sono una comunità religiosa e culturale del Medio Oriente, presente soprattutto in Libano, Siria e Israele. Nati intorno all’XI secolo, da una branca dell’Islam sciita, hanno sviluppato una fede propria, molto riservata e identitaria. Occupano da sempre una posizione precaria nell’ordine politico siriano.
Circa un milione di seguaci vive in Siria, dove i drusi rappresentano circa il 3% della popolazione, mentre altre comunità più piccole vivono in Libano, Israele e sulle alture del Golan occupate. All’inizio di quest’anno, Netanyahu aveva avvertito che non avrebbe “tollerato alcuna minaccia alla comunità drusa nella Siria meridionale” da parte delle nuove forze di sicurezza del Paese, chiedendo la completa smilitarizzazione di gran parte del sud, affermando che Israele vede il gruppo islamista sunnita del presidente siriano Ahmed al-Sharaa come una minaccia.
Sono circa 700.000 i drusi siriani, radicati in Suwayda e nelle periferie di Damasco e contano spesso su milizie locali (es. Suwayda Military Council). Nel corso del conflitto civile siriano (2011-2024), la comunità drusa ha mantenuto per lo più una posizione di neutralità.
I leader religiosi drusi temevano di subire persecuzioni da parte delle forze ribelli, composte prevalentemente da sunniti, e in particolare da gruppi estremisti dello Stato Islamico, che li considera da sempre infedeli, eretici (kuffār). Per garantirsi una forma di autodifesa, nel tempo, i drusi hanno organizzato delle proprie milizie armate che esercitano tutt’ora una certa influenza e controllo su porzioni del territorio locale, sotto la guida di figure carismatiche e capi locali.
Alcuni di questi gruppi, come la Brigata al-Jabal, ha preso parte alle operazioni militari del 2024 che hanno portato alla caduta del regime di Assad (dicembre 2024), contribuendo alla conquista di Suwayda e Daraa. Questo intervento ha consentito alla comunità drusa di rafforzare un’autonomia de facto nella regione di Suwayda, pur senza ottenere uno status ufficiale di indipendenza.
Nel maggio scorso, era stato raggiunto un accordo tra Suwayda e il governo centrale di Damasco, che prevedeva principalmente l’inserimento delle forze druse all’interno dell’esercito nazionale siriano. Tuttavia, tale accordo non è mai stato pienamente attuato. L’intesa aveva l’obiettivo di riconoscere il ruolo della comunità drusa all’interno dello Stato, promuovendo la coesione e la lotta comune contro le divisioni settarie.
Negli ultimi giorni si sono intensificate violente tensioni nella provincia di Suwayda (Sweida), nel sud della Siria, area a maggioranza drusa. Decine di drusi israeliani hanno sfondato la barriera lungo la zona cuscinetto al confine tra Israele e Siria, nelle Alture del Golan, e si sono uniti ai drusi siriani dopo aver scavalcato il valico di frontiera.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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