Per restare vivi, la gioia non basta trovarla. Va custodita.
Restare vivi: e dopo aver ritrovato la gioia… cosa succede? Perché sì, puoi toglierlo il velo. Puoi scendere, sentire, vivere davvero. Ma poi? Poi inizia la parte più difficile.
Restare vivi: questa è la nuova indagine
C’è qualcosa che non ci viene detto abbastanza: la gioia di vivere non è una conquista definitiva. Non è un punto di arrivo. Non è qualcosa che trovi e resta lì, immobile, ad aspettarti. La gioia è viva. E proprio per questo… può spegnersi. Non all’improvviso. Ma lentamente.
- Un giorno smetti di fermarti.
- Un giorno torni a scorrere.
- Un giorno riempi ogni spazio.
E senza accorgertene… perdi di nuovo contatto. Riconosci questi passaggi? Restare vivi significa accorgersi di ciò che spegne: la fretta, l’abitudine, l’automatismo.
Tutto ciò che ti riporta in superficie. Perché è lì che si consuma la gioia: non quando manca, ma quando non la nutri più. Quando anziché restare vivi, si esce fuori da se stessi e si rincorre ciò che viene imposto dall’esterno: mode, aspettative, pressioni ecc…
Come una fiamma lasciata senza ossigeno
Proteggere la gioia non significa chiuderla. Significa coltivarla. Ogni giorno. Nei gesti piccoli, quasi invisibili: fermarsi davvero ad ascoltare, restare dentro un momento senza distrarsi, non dare per scontato ciò che senti. Sono i dettagli che compongono lo scrigno dei ricordi. E dei ricordi abbiamo già parlato. È qui che la gioia di vivere respira.
E per dare questo respiro e fare in modo che questa energia non si affievolisca, occorre restare vivi, e restare vivi è una pratica. Non è uno stato che raggiungi.
È qualcosa che scegli:
Ogni volta che invece di scorrere… resti.
Ogni volta che invece di riempire… lasci spazio.
Ogni volta che invece di correre… senti.
Ti sembra poco? È tutto. E ti verrà da dire “è tutto qui davvero?” Sì, restare vivi è tutto qui ma metterlo in pratica fa la differenza. Provaci e poi torna a raccontarmelo.
La gioia cresce quando la proteggi, parola d’ordine: restare vivi
Sono scelte che vanno fatte in ogni circostanza, in ogni momento, sono uno stile di vita.
E poi c’è un’altra verità, più sottile. La gioia cresce quando la proteggi, ma si spegne quando cerchi di trattenerla. Non puoi controllarla. Puoi solo crearle le condizioni per esistere ed usarla. Come si fa con le cose vive.
Restare vivi è questo equilibrio: non tornare a galleggiare, ma nemmeno comprimere troppo.
La gioia di vivere è l’insieme delle cose vissute con intensità e con presenza, che generano lo scrigno dei ricordi. Tutte e non solo quelle “belle”, ed è questo scrigno che fa svegliare con entusiasmo ogni mattina. Perché ciò che nei ricordi non ha funzionato, stimola a creare altre opportunità e a fare altri tentativi correggendo ogni volta qualcosa fino a quando non si raggiunge ciò che si è sognato di ottenere o di diventare; e ciò che invece nei ricordi è carezza per il cuore, funziona da balsamo, da incoraggiamento, dice “ce la puoi fare, perché in altre occasioni ce l’hai già fatta”.
La medicina per mantenere la gioia di vivere e restare vivi
Coltivare la profondità delle esperienze, dunque, è la medicina per mantenere la gioia di vivere, ma usarla per restare vivi è quello che la protegge davvero, una sorta di autoalimentazione costante.
Perché restare vivi significa dire no alla fretta, all’abitudine, l’automatismo. Giorno dopo giorno. Presenza dopo presenza.
Allora la domanda è diversa, questa volta: stai nutrendo ciò che hai scoperto…o lo stai semplicemente mettendo in un cassetto insieme a tante altre cianfrusaglie, trattenendo bloccando la sua autoalimentazione?
Perché restare vivi non è automatico. È una scelta.
E ogni giorno… ricomincia. Per fartene comprendere l’effetto, prova ad inserire nei tuoi giorni una nuova azione, una cosa che vorresti fare da sempre e che non fai mai, una piccola azione come, ad esempio, cambiare modo di fare colazione. Provaci e poi torna a raccontarmi cosa è accaduto al tuo stato d’animo, alla tua gioia di vivere, alla tua umanità che grida di restare vivi.
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Per comprendere meglio tutte queste cose che ti racconto e le tue tecnologie umane, leggi le opere della mia autrice 😉
note: le conoscenze contenute in questo articolo fanno riferimento alla ricerca ventennale di MLBsystem®

























