La riforma della giustizia Nordio è stata oggetto già di diversi pezzi che ad essa abbiamo dedicato. Abbiamo seguito le varie fasi parlamentari che sta percorrendo, come previsto dal nostro ordinamento. Abbiamo dato spazio a tutto il dibattito. Un confronto anche molto vivace e a volte non sempre completamente comprensibile ai non addetti ai lavori. Trasversale e nato fin dal momento del suo primo annuncio.
Per compiere un ulteriore passo avanti, in omaggio al titolo della nostra rubrica “Dentro le Notizie” abbiamo voluto parlarne, in un’amabile quanto proficua chiacchierata, con chi ogni giorno per lavoro e per passione si trova a lavorare nell’ambito del sistema giudiziario del nostro Paese e che ha potuto, perciò, esporci la realtà che si cela dietro il complesso di norme che regolano l’attività dei nostri tribunali.
L’avvocato Silvio Piantanida è un avvocato con una grande esperienza del foro di Napoli. Un professionista che ha avuto la possibilità di collaborare, nella sua qualità di esperto giuridico, con il ministero di Giustizia. Lo ha fatto con una valenza propulsiva e propositiva al fine di raggiungere quelle agognate riforme di cui il nostro sistema ha bisogno. Quelle stesse riforme che ci chiedono a gran voce anche dal contesto europeo in cui ci troviamo ad operare.
Trenta minuti in cui abbiamo cercato di focalizzare le tematiche più importanti che la riforma prevede. Ineluttabilmente, anche quella della cosiddetta separazione delle carriere che non è la prima e non sarà l’ultima riforma costituzionale che la nostra Carta ha subito e subirà.
Tutto sempre nell’ambito precipuo delineato dalle procedure insite nella stessa Costituzione ad opera dei Padri Costituenti. Giuristi di livello superiore che con lungimiranza e preparazione disegnarono i percorsi che di garanzia che avrebbero permesso l’evoluzione della Carta Costituzionale nell’evoluzione del diritto.
Ci ritorneremo ancora su quest’argomento? Forse si, perchè riteniamo che sia un tema vitale per il prosieguo dello Stato di Diritto che faticosamente siamo diventati e che nessuno vuole abbandonare ma solo migliorare.
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