Un nuovo studio ha individuato un meccanismo molecolare interno al cervello capace di contrastare la depressione, ma particolarmente sensibile agli effetti dello stress cronico. La ricerca, guidata da Xin Shi del Second Affiliated Hospital of Soochow University e con il contributo di John Marshall della Brown University, è stata pubblicata sulla rivista Science Signaling.
Il ruolo della proteina Rab5If
Gli esperimenti, condotti su neuroni murini e modelli animali, hanno evidenziato l’importanza della proteina Rab5If nel supportare i segnali neuronali legati al fattore Bdnf, una molecola fondamentale per la plasticità sinaptica e per gli effetti antidepressivi nel cervello.
Stress cronico e calo della proteina
Lo studio dimostra che lo stress cronico lieve può ridurre i livelli di Rab5If, compromettendo una complessa cascata molecolare essenziale per il corretto funzionamento del sistema Bdnf. In condizioni normali, questa proteina favorisce la traduzione di specifici RNA messaggeri coinvolti nella sumoilazione delle subunità Gi1/3, un processo necessario per attivare il recettore TrkB del Bdnf. Quando Rab5If diminuisce, questo meccanismo si interrompe, impedendo la formazione dei complessi molecolari indispensabili per una corretta trasmissione del segnale neuronale.
Effetti osservati nei modelli animali
I ricercatori hanno osservato che la riduzione o eliminazione della Rab5If nell’ippocampo dei topi induce comportamenti simili alla depressione e una diminuzione della ramificazione neuronale. Al contrario, un aumento dell’espressione della proteina produce effetti benefici, riducendo i sintomi depressivi nei modelli studiati.
Nuove prospettive sulla depressione
Questi risultati contribuiscono ad approfondire la comprensione delle basi biologiche della depressione, una condizione che colpisce circa il 5% della popolazione adulta mondiale e le cui cause molecolari restano ancora in parte sconosciute. La ricerca si inserisce nel filone di studi che sottolineano il ruolo centrale del Bdnf nella regolazione della plasticità sinaptica e nei meccanismi d’azione di terapie innovative, come la ketamina.
Gli autori concludono sottolineando che Rab5If è coinvolta nella regolazione di cambiamenti metabolici e mitocondriali collegati al segnale Bdnf, un’interazione fondamentale per comprendere la patologia della depressione e sviluppare trattamenti più mirati. La scoperta apre quindi nuove prospettive terapeutiche, suggerendo che intervenire su questa via molecolare potrebbe rafforzare i naturali meccanismi di resilienza del cervello allo stress.
Foto di Anna Tarazevich: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-di-tessere-dello-scrabble-che-formano-la-parola-depressione-6136096/


























