La sclerosi multipla non nasce da un’unica causa, ma da una combinazione ben definita di fattori: una comune infezione virale e una particolare predisposizione genetica. È quanto rivela uno studio pubblicato sulla rivista Cell, che descrive per la prima volta il meccanismo molecolare con cui il virus di Epstein-Barr e una specifica variante genetica collaborano nell’avviare la risposta autoimmune alla base della malattia.
La ricerca, realizzata da un gruppo dell’Università di Zurigo guidato da Roland Martin, evidenzia che l’infezione da virus di Epstein-Barr (EBV), diffusa nella quasi totalità della popolazione, diventa un fattore di rischio per la sclerosi multipla solo nelle persone portatrici dell’aplotipo genetico HLA-DR15, uno dei principali elementi di suscettibilità noti.
Il meccanismo molecolare: il ruolo di EBV e HLA-DR15
Gli studiosi hanno scoperto che EBV modifica l’attività genetica delle cellule B che infetta, spingendole a produrre una proteina della mielina, la guaina che protegge le fibre nervose. Parti di questa proteina vengono quindi presentate sulla superficie cellulare insieme alla molecola HLA-DR15 e riconosciute dai linfociti T. Un processo pensato per contrastare l’infezione virale finisce così per innescare una reazione immunitaria contro il sistema nervoso.
Danni alla mielina e manifestazioni cliniche
Questo meccanismo provoca un attacco progressivo alla mielina nel cervello e nel midollo spinale, ostacolando la corretta trasmissione degli impulsi nervosi. Da qui derivano i principali sintomi della sclerosi multipla, tra cui difficoltà motorie, disturbi della vista e stanchezza persistente.
Implicazioni per la prevenzione e le terapie future
Lo studio aiuta a comprendere perché, nonostante la diffusione quasi universale di EBV, solo una piccola parte della popolazione sviluppi la malattia: il fattore decisivo è la predisposizione genetica. Secondo i ricercatori, questi risultati rafforzano l’ipotesi che intervenire sull’infezione da Epstein-Barr possa contribuire alla prevenzione della sclerosi multipla e aprono nuove prospettive per terapie mirate ai meccanismi immunitari coinvolti.
Foto di Pavel Danilyuk: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-laboratorio-ricerca-utilizzando-8442110/
























