Indossavo abiti gialli i capelli – seguivano il passo svelto –colorando di mogano la schiena. Avevo dita in volo: otto ore sulla tastiera della “Olivetti M20”; le poesie di Evtusenko sul comodino (diciotto anni, sogni appiccicati da tre, al calendario del ’68). Questa notte voglio sognare: che nel ’69 -nessuno abbia violato la luna –... Continua a leggere