Senza stare a disturbare Odisseo – che tra sirene, maghe e ciclopi aveva già il suo bel daffare – e tralasciando il buon vecchio Gulliver
…soli o male accompagnati?
Senza stare a disturbare Odisseo – che tra sirene, maghe e ciclopi aveva già il suo bel daffare – e tralasciando il buon vecchio Gulliver, che viaggiava più che altro per lanciare frecciatine politiche all’aristocrazia del tempo, parliamoci chiaro, viaggiare in coppia o da soli? …faccenda seria!
Prendiamo il Grand Tour del Settecento. Quei giovani aristocratici europei mica partivano per farsi il viaggio di piacere ma per “affilare il gusto estetico”, approfondire la storia, l’arte, l’archeologia…
Insomma viaggiare doveva averci sotto un valore umano, scientifico o progressivista. Pensiamo alla scoperta delle Americhe!… che il viaggio fosse dentro di sé o fuori di sé o puramente fantastico, ebbene, bisognava essere in tanti, occorreva essere almeno in due, per buona pace del romantico navigatore solitario, quello con la pelle arsa dal sale, il viso rigato dal sole, le ombre delle vele incise sulle rughe e gli occhi azzurri puntati sull’orizzonte.
Nei Vangeli, se ci fate caso, Gesù non viaggia mai da solo. Per diffondere il Verbo e dispensare miracoli si muoveva sempre con una comitiva che manco un pullman della parrocchia: dodici discepoli almeno o qualche angelo mutato in vecchio che lo seguiva e, quando proprio la sfiga lo trovava solo nel deserto, spuntava comunque un diavolo tentatore, magari molesto, d’accordo, ma pur sempre qualcuno con cui scambiare due chiacchiere e fare un po’ di sano dibattito.
La verità è che l’essere umano ha inventato l’umanità per un solo disperato motivo: non rimanere da solo Tant’è che ci siamo inventati persino l’angelo custode, pur di avere qualcuno che ci tenga la mano durante l’oscura notte nel Grande Mistero della Vita.
Ma arriviamo ai giorni nostri, lo slogan pubblicitario recita:
“Prepara il tuo zaino, che gli amici ce li mettiamo noi”. No, non è l’incipit di un film di Tinder andato male, ma la filosofia di WeRoad, la tech-company italiana che ha capito tutto della solitudine generazionale degli under 35. Niente agenzie di accoppiamento guidato o speed date in ostello, sia chiaro: si parla di “viaggi esperienziali”.
Fondata nel 2017 l’azienda ha intercettato un bisogno drammaticamente moderno: siamo lo specchio dei nostri tempi e le relazioni fanno paura. Non hai il tempo materiale per coltivare un’amicizia? Non riesci a mettere d’accordo tre persone per un weekend a Barcellona? Niente panico! La comitiva ti viene servita su un piatto d’argento, già bella e cotta. Tu devi solo “riscaldare la pietanza”. Oltre 100.000 viaggiatori già partiti e una community di 2.500 coordinatori in tutta Europa. Praticamente degli “sconosciuti pronti a diventare i tuoi “migliori amici” per le prossime due settimane.
Tornando però ad Ulisse, alla sua nobile, eroica e universale epopea che ci faceva battere il cuore sui banchi di scuola… siamo proprio sicuri che il suo ritorno ad Itaca fosse solo una questione sentimentale?
Secondo me, ad una certa età, anche l’eroe di Itaca dovette farsi due conti con la realtà e con la prostata. Quasi anziano, avrà pensato:
“D’accordo, la gloria immortale… ma quando sarò bloccato a letto, chi mi preparerà la tisana della sera? Chi svuoterà il pitale quando sarò infermo? Penelope, boh?
La verità l’ho letta in una massima
“Quando vedete qualcuno che ammirate e rispettate profondamente per la sua immensa cultura, e questo qualcuno vi sembra immerso in caldi e profondi pensieri esistenziali… beh, probabilmente sta solo decidendo cosa ordinare per cena.”
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