La partita clou della terza giornata lascia molto più amaro in bocca di quella contro il Como. E non tanto per la sconfitta in sé, quanto per il modo in cui è arrivata. Perché questo Napoli, dopo essere stato avanti 2-0 a San Siro, aveva davvero la possibilità di portare a casa tre punti pesantissimi.
Terza giornata di Serie A 2026/27, la gara degli azzurri
Allegri, stavolta, toppa i cambi. Badé resta troppo a lungo in campo, ormai fermo sulle gambe e in evidente difficoltà. Forse sarebbe stato meglio affidarsi a un giovane come Favasulli, oppure inserire Olivera per dare maggiore freschezza alla squadra. Quando giochi a questi livelli, soprattutto contro l’Inter, ogni scelta può fare la differenza.
Il centrocampo ha avuto ancora una volta un rendimento a fasi alterne. Anguissa ha alternato buone giocate a momenti di grande difficoltà, mentre in attacco Lucca è stato praticamente nullo. Ma il problema principale è stato un altro: una squadra che si trova avanti 2-0 a Milano non può permettersi di arretrare fino a farsi chiudere per venti minuti dentro la propria area.
L’Inter ha vinto, è vero, ma ha dovuto sudare le proverbiali quattordici camicie. E questo deve essere il punto da cui ripartire. Il Napoli ha avuto le occasioni per chiudere la partita e non le ha sfruttate. Non si possono sbagliare gol come quelli capitati ad Alisson e ad Anguissa, soprattutto quando sai che dall’altra parte c’è una squadra con la qualità e l’esperienza dell’Inter.
Tra attacco e difesa
Poi la difesa. Un pianto, Greco. Troppa sofferenza, troppa passività e troppi spazi concessi nel momento decisivo della partita. Una squadra che vuole competere ai massimi livelli non può spegnersi proprio quando dovrebbe invece avere maggiore lucidità e personalità.
Ed è proprio questo che fa arrabbiare. Perché il Napoli stasera poteva uscire da San Siro con tre punti, magari dando anche un segnale importante al campionato. Invece torna a casa con una sconfitta e già a -6 dalla capolista. È presto, prestissimo, per fare drammi, ma è altrettanto presto per permettersi di perdere terreno.
Nessuna depressione e nessun processo. Siamo soltanto alla terza giornata. Ma bisogna riprendere immediatamente le redini del gioco, ritrovare equilibrio e soprattutto quella cattiveria agonistica che serve per chiudere le partite quando ne hai l’occasione.
Pagelle azzurre
Oggi, per me, un Napoli da 6 fino al 2-0, poi da 4 nel finale. La partita era nelle nostre mani e l’abbiamo lasciata scappare.
Adesso però niente alibi. Testa alta, tutti in campo e tutti senza risparmio. Perché non c’è tempo per rimuginare.
L’Arsenal ci aspetta.
Ad Maiora!


























