Conte saluta il Napoli e il Napoli saluta Conte alla fine di questa trentottesima giornata di Serie A, l’ultima di questa stagione. La squadra oggi ha giocato per due motivi: il primo, per il proprio tecnico, seguendo in maniera adeguata le sue direttive; il secondo, per il pubblico, al quale ha voluto regalare un secondo posto che resta comunque un obiettivo prestigioso. Il Napoli, quest’anno, ha comunque portato a casa un trofeo, la Supercoppa, completando così il percorso che il tecnico si era prefissato al suo arrivo a Napoli.
Trentottesima giornata di Serie A: tra presente…
Ascoltando la conferenza stampa di fine partita che il tecnico ha tenuto assieme al presidente, al quale facciamo gli auguri di buon compleanno, sono emerse alcune verità. La prima: Conte ha ammesso di aver fallito nell’integrazione dei nuovi calciatori con quelli già presenti in rosa. Non è riuscito, quindi, a fare in modo che la squadra diventasse un tutt’uno. Il secondo errore che si è addossato è stato quello di non essere riuscito a ricompattare l’ambiente, in modo particolare una parte della stampa che lo ha sempre ostacolato.
Due considerazioni dobbiamo fare. La prima è che la non perfetta integrazione di alcuni elementi, nell’arco dell’anno, è stata sotto gli occhi di tutti. Però c’è da dire che quegli stessi elementi li aveva chiesti il tecnico, quindi un errore di valutazione da parte sua c’è stato. Ma questo rientra in ciò che può essere considerato un errore umano, possibile in qualsiasi tipo di lavoro. Quello che invece è meno accettabile è il fatto che lui non abbia fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità affinché questa integrazione avvenisse davvero.
Disaccordi e veleni
Che ci fossero disaccordi e veleni si è capito durante tutta la stagione. Ovviamente questo ha inciso sul rendimento della squadra, assieme ai tanti infortuni patiti. Un altro argomento importante, perché ancora non conosciamo la vera causa di questi problemi fisici: se siano stati frutto di una preparazione sbagliata o troppo intensa, di una cattiva gestione da parte dello staff medico o addirittura di errori di valutazione su qualche atleta che forse non doveva essere considerato adatto al Napoli. Anche queste, però, sono situazioni che possono verificarsi in ogni ambiente di lavoro.
L’altro punto toccato da Conte riguarda la stampa. Qui vorremmo dire al nostro amato mister che la stampa non la si potrà mai compattare, soprattutto in un ambiente come quello di Napoli, dove ognuno pensa di essere un premio Pulitzer. Senza polemizzare con nessuno, è evidente che il proliferare di trasmissioni televisive, radiofoniche e contenuti di ogni genere non abbia aiutato a creare un ambiente compatto.
Parlando di questa stagione…
Poi il presidente ha detto che, senza tutti questi infortuni, il Napoli avrebbe potuto vincere il campionato. Conte, però, lo ha interrotto dicendo che non era così, perché l’Inter aveva una rosa superiore e ha meritato lo scudetto. E qui non siamo d’accordo con il mister. L’Inter ha sicuramente una rosa importante, ma non crediamo sia superiore al Napoli. Con tutti gli effettivi a disposizione, a nostro modesto avviso, il Napoli avrebbe potuto giocarsi il campionato fino all’ultima giornata. Ma tant’è, sappiamo com’è finita.
Il presidente ha poi lasciato intendere qualcosa sul futuro, dicendo che torneranno molti giocatori dai prestiti, magari non adatti al gioco di Conte. Qui è arrivata anche una frecciatina molto elegante: “Tanti soldi li abbiamo spesi per calciatori che tu stesso avevi chiesto, e poi abbiamo dovuto mandare fuori”. I nomi più ricorrenti sono stati quelli di Lang e Lucca, ma potremmo parlare anche di Lindstrom e di tanti altri che a fine stagione rientreranno a Napoli e ai quali bisognerà trovare una collocazione. Il presidente ha lasciato intendere che, forse, con un altro tecnico, parte di questi calciatori potrebbero addirittura restare.
Il futuro…
Poi ha puntato il dito sullo stadio e lì ha praticamente fatto una strage di sindaci, iniziando da quello attuale, definito addirittura “uno juventino” che non avrebbe abbastanza amore per squadra e stadio. Ha sottolineato come il Napoli possa utilizzare il Maradona solo tre giorni a settimana: sabato, domenica e lunedì. Una nota molto amara, alla quale speriamo il sindaco riesca a porre rimedio al più presto.
Dei precedenti sindaci lasciamo perdere, perché tra ombre e luci qualcosa da dire il presidente ce l’ha sempre avuta. Ma a noi interessa il futuro, non il passato. E il futuro, a questo punto, è nelle mani del presidente e di Manna, sperando che non si ripeta un altro caso Garcia. Non potremo avere un secondo Conte, ma qualcosa di buono su cui lavorare sicuramente c’è, visto che la squadra appare solida.
La gara degli azzurri di oggi
La partita di oggi non ha avuto storia, anche se abbiamo incontrato un’Udinese che ha giocato, come sempre, alla morte, con tantissimi falli. L’arbitro è stato a dir poco scadente: ha lasciato massacrare i calciatori del Napoli da quelli più atletici dell’Udinese. Ha dovuto perfino ricorrere a un’espulsione che avrebbe dovuto assegnare direttamente, visto che era a meno di un metro dall’azione ma ha fatto finta di non vedere. Solo grazie all’intervento del VAR si è arrivati al rosso diretto.
Il gol del centravanti danese oggi ha sancito un’altra verità: serve una seconda punta. Bisogna rinforzare il centrocampo e aggiungere almeno un elemento importante in difesa. Serviranno quindi almeno quattro innesti per il prossimo anno. Ma in questa squadra c’è ancora tanto di buono: secondo noi non va smantellata, ma semplicemente rinforzata. Certamente andrà sfoltita. Bisognerà fare riflessioni su giocatori come Lukaku, Juan Jesus, Spinazzola e altri che, forse, per limiti di età, richiedono valutazioni approfondite.
Un augurio per il futuro
Un’ultima considerazione: il prossimo anno il Napoli dovrà lottare su tre fronti e almeno uno dovrà essere affrontato fino in fondo se si vorrà restare ai vertici. Campionato, Coppa Italia — che manca da un po’ nelle bacheche del Napoli — e soprattutto una Champions League da affrontare in maniera diversa rispetto a quest’anno, quando siamo usciti davvero male.
Ci auguriamo che già dal ritiro la squadra possa essere al completo, in modo tale che il Napoli possa partire subito per un campionato di vertice e regalarci qualche pensiero positivo in più.
Per il momento è tutto.
Saluti e buona estate a tutti.
Ad maiora.

























