Il tumore della prostata rappresenta la neoplasia più diffusa tra gli uomini in Italia, con circa 41mila nuove diagnosi ogni anno. Nonostante la sua elevata incidenza, il nostro Paese non dispone ancora di un programma nazionale di screening organizzato, a differenza di quanto avviene per altre patologie oncologiche come il tumore della mammella, del colon-retto e della cervice uterina.
Per colmare questa lacuna è stato avviato PROscreenMRI, uno studio pilota promosso dall’Istituto di Candiolo IRCCS, dal Centro di Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica (CPO) del Piemonte e dall’AOU San Luigi Gonzaga, in collaborazione con l’ASL TO5. L’obiettivo è verificare l’efficacia di un nuovo modello di diagnosi precoce, più preciso e sostenibile per il sistema sanitario.
Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro attraverso il contributo del 5×1000 e dal Ministero della Salute, coinvolge uomini di età compresa tra 55 e 65 anni residenti nel territorio dell’ASL TO5. I partecipanti sono individuati e invitati a sottoporsi al dosaggio del PSA; in caso di valori superiori alla norma, accedono automaticamente a ulteriori accertamenti presso l’Istituto di Candiolo, che combinano risonanza magnetica multiparametrica e strumenti di calcolo del rischio.
I risultati preliminari
I dati raccolti tra febbraio 2025 e marzo 2026 mostrano risultati incoraggianti. Su oltre 11mila uomini invitati a partecipare allo screening, il nuovo protocollo ha permesso di individuare con maggiore accuratezza i soggetti realmente a rischio.
Tra i 146 partecipanti che hanno completato l’intero iter diagnostico, il 63% è indirizzato a un semplice monitoraggio periodico, evitando biopsie che sarebbero eseguite seguendo i tradizionali protocolli basati esclusivamente sul PSA. Parallelamente, il metodo si è dimostrato efficace nell’individuare i tumori clinicamente significativi, quelli che richiedono un intervento tempestivo.
Secondo Vittoria Grammatico, responsabile dell’Unità Valutazione e Organizzazione Screening dell’ASL TO5, lo studio rappresenta un passo decisivo verso la creazione di un programma strutturato di screening per il tumore della prostata, capace di garantire equità di accesso e qualità delle prestazioni sanitarie.
Meno esami invasivi e diagnosi più accurate
L’Istituto di Candiolo ha messo a disposizione tecnologie avanzate e competenze specialistiche per sviluppare un percorso diagnostico innovativo. Come sottolinea il direttore sanitario Piero Fenu, il progetto punta a definire un modello moderno e razionale di prevenzione, perfettamente in linea con la missione dell’istituto.
Dal punto di vista radiologico, l’impiego della risonanza magnetica consente una valutazione molto più dettagliata delle eventuali lesioni. Daniele Regge, principal investigator dello studio, evidenzia come i risultati preliminari dimostrino la possibilità di individuare meglio i tumori più rilevanti, evitando allo stesso tempo esami non necessari.
Anche per gli specialisti il vantaggio principale è una maggiore appropriatezza clinica. Stefano De Luca, coordinatore del gruppo di studio per il carcinoma prostatico della Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta, sottolinea che il nuovo approccio permette di selezionare con maggiore precisione i pazienti da sottoporre a biopsia, limitando procedure invasive inutili e concentrando le risorse sui casi realmente sospetti.
Il futuro tra intelligenza artificiale e screening organizzato
Il percorso sviluppato da PROscreenMRI si basa sull’integrazione tra PSA, risonanza magnetica e calcolatori di rischio, consentendo una valutazione personalizzata per ogni paziente. In prospettiva, l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e tecnologie robotiche potrebbe rendere la diagnosi ancora più accurata, riducendo ulteriormente il rischio di sovradiagnosi e trattamenti superflui.
Se i risultati saranno confermati su larga scala, il progetto potrebbe gettare le basi per l’introduzione di uno screening organizzato del tumore della prostata, analogamente a quanto già avviene per altre importanti patologie oncologiche. Un obiettivo che avrebbe ricadute positive sia sulla sostenibilità del sistema sanitario sia sull’adesione della popolazione ai programmi di prevenzione.
Nel frattempo, il progetto ha già acquisito una dimensione internazionale: l’Istituto di Candiolo e il CPO Piemonte sono entrati nel consorzio europeo PRAISE-U+, ottenendo un finanziamento della Commissione Europea per proseguire lo sviluppo del nuovo modello di screening.
Foto di SHVETS production: https://www.pexels.com/it-it/foto/medico-dottore-guanti-in-lattice-professionista-medico-8413096/


























