Radiantis Research, startup med-tech nata come spinoff dell’INFN, ha ottenuto la licenza del brevetto per la sonda “scova tumori” Beta Probe 1
Una sonda "cerca tumori"
Radiantis Research, startup med-tech nata come spinoff dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ha ottenuto la licenza del brevetto per la sonda “scova tumori” Beta Probe 1, un dispositivo innovativo sviluppato in collaborazione con la Sapienza Università di Roma. Dopo i primi promettenti risultati ottenuti in studi clinici presso l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), la società si prepara ad avviare nuove collaborazioni con centri di eccellenza nazionali e internazionali.
La missione di Radiantis Research è portare innovazione concreta nell’oncologia di precisione. Con la licenza del brevetto, la startup è ora impegnata nel processo di certificazione CE della Beta Probe 1, mirando a estendere l’applicazione della tecnologia in Europa e negli Stati Uniti.
“Abbiamo tracciato una roadmap chiara per accelerare sviluppo e produzione su scala della Beta Probe 1, rendendo disponibile alla comunità scientifica e ai pazienti una tecnologia che rappresenta un significativo passo avanti nella chirurgia radioguidata,” spiega il CEO Daniele Pili.
L’iniziativa è un esempio virtuoso di trasferimento tecnologico: un progetto di ricerca avanzata che si trasforma rapidamente in impresa, portando benefici tangibili alla società.
“È fondamentale che le tecnologie nate per la ricerca fondamentale trovino applicazione concreta in ambiti cruciali come quello medico,” sottolinea Oscar Adriani, membro della giunta esecutiva dell’INFN.
La sonda Beta Probe 1 è concepita nei laboratori romani dell’INFN e della Sapienza da un team guidato da Riccardo Faccini e Francesco Collamati. Il dispositivo permette di individuare con elevatissima precisione forme tumorali difficilmente visibili, persino in aree nascoste o non distinguibili dai tessuti sani.
Il principio di funzionamento si basa sull’utilizzo di radiofarmaci selettivi che si legano alle cellule tumorali. La sonda rileva le particelle emesse (elettroni e positroni) durante il decadimento radioattivo, con un’alta risoluzione spaziale grazie alla bassa penetrazione delle emissioni (pochi millimetri), migliorando l’accuratezza dell’intervento chirurgico.
“Questo consente di guidare con precisione la mano del chirurgo verso la sede della lesione, anche se di dimensioni microscopiche o in zone difficili da raggiungere,” spiega Francesco Collamati, ricercatore INFN e responsabile R&D di Radiantis Research
Gli studi clinici
Gli studi clinici condotti all’IEO su oltre 50 pazienti hanno confermato la validità della tecnica: la sonda ha mostrato un’elevata sensibilità nella rilevazione di lesioni anche millimetriche e una specificità superiore al 90%. Ciò consente interventi più precisi e conservativi, sia in chirurgia tradizionale che robotica, con il vantaggio di rimuovere solo i tessuti patologici preservando quelli sani.
“I primi dati sono molto incoraggianti. Questa tecnologia potrebbe aumentare l’efficacia e ridurre l’invasività delle procedure chirurgiche,” afferma Paolo Castellucci, medico nucleare presso l’Azienda ospedaliero-universitaria IRCCS di Bologna e tra i massimi esperti nella diagnostica del carcinoma prostatico.
Anche la comunità scientifica internazionale ha mostrato grande interesse: a maggio 2024 la rivista Annals of Surgical Oncology ha dedicato un editoriale alla Beta Probe 1.
“In attesa di conferme da studi clinici su larga scala, la sonda ha il potenziale per rivoluzionare la chirurgia oncologica anche negli Stati Uniti, in settori ad alto impatto come urologia, ginecologia e tumori neuroendocrini,” commenta Andrei Gafita, ricercatore presso la Johns Hopkins University.
Sulla scia dei risultati ottenuti su tumori neuroendocrini e carcinoma prostatico, Radiantis Research ha avviato una nuova fase di studi per valutare l’applicazione della tecnologia ad altri tipi di tumore.
Con sede a Milano e supportata da un advisory board di alto profilo medico-scientifico, Radiantis Research continua a crescere con l’obiettivo di portare l’oncologia chirurgica di precisione verso nuovi standard di efficacia e sicurezza.
Foto di M. Richter da Pixabay
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