Tra regali, cibo ed atmosfera natalizia anche Setteversi vuole regalarvi dei momenti a tema con la giornata del 25 Dicembre. Buona lettura!
La letterina di Letizia Zito
Si avvicina il natale, c’è chi avrà le vacanze e c’è chi come me, dovrà fare gli straordinari. Premetto che non penso di aver mai creduto a babbo natale, neanche da bambina, sono nata disillusa io. Ma giusto per impiegare in maniera diversa questi cinque minuti di prezioso tempo che ho a disposizione, scriverò la mia letterina a sto povero cristo di Santa Claus.
Di solito si inizia così… Caro Babbo Natale ti prego in questo mese di dicembre non fare entrare in negozio tutti clienti strani, si lo so cosa mi stai per dire, che anche io sono strana, ma perdona se pecco di presunzione, la mia stranezza è interessante, la loro stranezza invece è aberrante. Inventano colori che non esistono, parlano a mezze parole e pretendono che gli legga la mente (cosa che spesso faccio). Caro Gesù, ah no era Babbo Natale, comunque caro, accogli la mia richiesta, per regalo voglio clienti interessanti, come quella signora che apprezza sempre la musica che metto in negozio e che non si scandalizza se Dalla si masturba in quella meravigliosa canzone.
Ecco vedi non mi pare di avere richieste eccessive, niente pace nel mondo, niente amante super figo, solo riuscire a sopravvivere anche a questo Natale lavorativo. Ah senti ma la cosa che i regali si fanno solo alle bambine buone spero sia una cazzata, ma se così non fosse, strappa pure questa lettera. Me la caverò da sola, come sempre.
L’elfo verde di Leo Vale
L’elfo Marrone si avvicinò al vecchio dalla lunga barba bianca che stava seduto presso il camino. La fiamma rossastra faceva brillare le sue gote paonazze e umide. Stava buttando pacchi di fogli, che estraeva da un sacco, nel camino a bruciare.
– Che cosa stai facendo? – chiese l’elfo Marrone a Babbo Natale.
– Brucio le letterine di questi bambini – rispose. L’elfo guardò il sacco per capire la provenienza di quelle lettere.
– Ma loro non credono in te! – esclamò stupito.
– Vero – rispose Babbo Natale – ma tutti i bambini hanno desideri -.
L’elfo Marrone ammutolì allibito, poi domandò: – Ma allora perché le bruci? –
– Perché questi bambini ormai non hanno più desideri: li hanno fatti smettere di desiderare. – E le sue gote paonazze continuavano a brillare di lacrime.
Caro Babbo Natale… di Angela Acquaviva
Caro Babbo Natale, innanzitutto come stai? Ho molto a cuore la tua salute; sei così prezioso e necessario, specie per i bambini. Di sicuro sei abbastanza preso e oberato di lavoro in questo periodo. Confesso che mi sento infantile e un po’ ridicola sia nello scriverti questa letterina che per quello che sto per rivelarti e chiederti. Devi sapere che il mio più grande desiderio è quello di visitare il Giappone. Ebbene, mi sono informata e pare che per arrivarci occorrano almeno 15 ore di viaggio in aereo.
L’ansia e la trepidazione mi assalgono già al solo immaginarmi tutto quel tempo sospesa in aria. Che ne dici di portarmici sulla tua slitta dopo la consegna dei regali? Dopotutto meriti una vacanza. Potremmo così trascorrere lì insieme una settimana prima di riportarmi a casa e ritornare nel tuo villaggio in Lapponia. So di aver osato chiederti troppo, ma ci ho provato lo stesso.
Buon lavoro e Buone Feste!
Lettera a Babbo Natale di Anna Grillo
“Caro Babbo Natale, vorrei che questo giorno non fosse speciale, ma semplice e normale. Vorrei svegliarmi a Natale e riscoprire la bellezza del banale. Lo so bene, in apparenza, può sembrare una richiesta da “tagliarsi le vene” No, non voglio un foglietto da bacio perugina, ma vorrei svegliarmi con gli stessi occhi di bambina. Niente regali! Che poi, negli anni, son sempre uguali. Piuttosto vorrei solo un sorriso, non forzato ma di gusto: assaporato! E perché no, accompagnato con del buon vino, in allegria e semplicità.
Vorrei svegliarmi nella normalità, dal suono delle campane che annunciano la festa: niente cellullari o tiktok da social media, ma aprire gli occhi con meraviglia. Accorgermi con stupore che è l’amore l’ingrediente principale del banchetto di questo Natale. Quindi, basta gare da master chef con ricette sopraffine per assecondare i tutti i palati: lasciamo spazio solo alla gara dei rutti! E se incredulo qualcuno fa lo schizzinoso, anche a Natale, un “vaffa….” non si nega a nessuno! Perciò, caro Babbo Natale regala a tutti noi un giorno normale: con quel sorriso da mal di pancia, al gusto di pan di zenzero, cannella e arancia!”
A tutti buon Natale
Ultima di Michele Laperuta
Caro Babbo Natale. Letterina di una bambina prodigio, più prodigio che bambina… per puro caso recapitata a Mic L’ape ![]()
Caro Babbo Natale, sono una piccola bambina bionda un po’ grandicella, d’età non certo di stazza, e ti scrivo questa letterina per la stima che ti viene riconosciuta in ogni dove del Globo terraqueo, me compresa. Lo sai che il colore del tuo vestito non mi è mai piaciuto, ti ho sempre visto e pensato in “total black”, e anche alla folta barba e al capello riccio e arruffato sotto quel buffo cappello, ho sempre preferito l’aspetto da tipo pelato, ben rasato e che si mostra aitante.
Tu, scusami se te lo dico, non sei proprio ardito. Ti devo confessare anche un’altra cosa. Oltre al colore del tuo vestito, non mi è mai piaciuto che la tua identità sia sfuggente. Io preferisco sempre quelli del popolo e tu, con i tuoi misteri, con le tue beneficenze da “do ut des”, con quei tuoi mezzi di trasporto sorprendenti e altisonanti, mi fai tanto élite, poteri forti. Sarà, ma io ce li vedo dappertutto ed è sempre colpa loro mai mia. Io magagne non ne faccio, te lo può confermare il popolo che sono una brava bambina prodigio. Senza offesa, caro Babbo Natale, vengo al dunque.
Vorrei, da povera pastorella che sono, che mi portassi un po’, ma molto un po’, di sanità (ho scritto sanità non santità-per quella ci sto lavorando e anche mamma lo ha confermato), di scuola, ma senza che il popolo si possa istruire assai, punterei sull’edilizia scolastica e, già che ci sei, mi porti anche un po’ di edilizia di vario tipo. A proposito, penso proprio che un po’ di edilizia, per costruire un ponte con quelli che vivono al di là della terra, te la chiederà un bambino che sta in classe con me, ma non dargli troppo retta. Vabbè, avrai capito caro Babbo Natale. Mi serve tutto.
Te lo chiedo con tutto l’oro che ho ma del quale non posso disporre. Non è che ne sai qualcosa, con quei tuoi sodali da poteri forti? Scusami, caro Babbo Natale, sono fatta così. Lo dicono tutti e i miei fratelli mi ammirano, quasi mi venerano, per questo. A ri-proposito, ricordati anche di tutti i miei fratelli sparsi in tutta Italia. Vabbè, caro Babbo Natale io sono una bambina pratica. Ecco, se mi porti tutto, ma proprio tutto, oltre a chiudere un occhio sul colore del vestito e sul look non ardito, giuro sui miei fratelli che vicino al camino ti faccio trovare le famose pastarelle della nonna, anche se non è domenica. Ciao, caro Babbo Natale.
Firmato “La bambina prodigio”
P.S.: quasi mi dimenticavo. Caro Babbo Natale ho cambiato casa, è molto più grande di quella che ricordi!
Foto di Gary Spears: https://www.pexels.com/it-it/foto/primo-piano-della-decorazione-di-natale-che-appende-sull-albero-250177/























