I piatti di pesce sono il non plus ultra della salute e della digeribilità. Salutare per via della ricchezza in omega 3 e in proteine ad alto valore biologico, il pesce è protagonista di una sinergia di assoluto pregio gustativo con il vino bianco. Come scegliere la bottiglia giusta?
Prima ancora di fare nomi specifici, è importante sottolineare un punto(quasi) imprescindibile: quando si punta a presentare in tavola un piatto a base di pesce, è essenziale concentrarsi sui vini bianchi fermi.
Il motivo? Innanzitutto il profilo fresco che caratterizza questi vitigni, che valorizzano il profilo gustativo dei pesci, sia crudi, sia cotti, senza soverchiare.
Da non dimenticare è poi il fattore dell’acidità, aspetto fondamentale per dare vita, nel palato, a un bilanciamento perfetto che vede protagonisti anche i grassi del pesce. Tra i vini bianchi Tannico, e-commerce di riferimento per chi vuole bere bene in Italia, si possono trovare tantissime alternative con queste caratteristiche, a partire dal Prosecco.
Parentesi doverosa: quella dell’abbinamento tra il pesce e il vino bianco non è una regola ferrea. Ok, per tanto tempo si è ripetuto che il rosso e il pesce non vanno d’accordo, ma le linee guida in campo enogastronomico cambiano. Per rendersene conto, basta citare il caso dello champagne, considerato fino a poco tempo fa un vino per aperitivo e oggi delizia gustata a tutto pasto.
L’associazione tra pesce e vino rosso è quindi possibile, a patto che il secondo sia a basso tenore alcolico – p.e. il Pinot Nero – e leggero.
Anche il piatto di pesce da proporre con il vino rosso non può essere scelto a caso: l’ideale è optare per una specie ittica dal sapore ricco e per una preparazione ben condita.
Tieni sempre in considerazione anche il metodo di cottura del pesce. Per le grigliate vanno benissimo i bianchi corposi – ottimo è lo Chardonnay, una delle perle dei vitigni della Borgogna – mentre se la pietanza è base di pesce bollito o al vapore è meglio un vino secco e sapido come il Vermentino.
Quando in tavola arriva un grande classico come il fritto, amato anche nei mesi freddi dell’anno, per enfatizzare al massimo l’untuosità è bene considerare l’effervescenza come criterio di scelta del vino bianco.
Se sono presenti delle salse tieni in conto soprattutto il loro apporto lipidico; nel caso della maionese, può avere senso l’abbinamento con una Falanghina.
Concludiamo con un cenno ai primi piatti e in particolare alla zuppa di pesce, che dà il meglio di sé con i bianchi profumati come l’Alto Adige Sauvignon.
Foto di Valeria Boltneva: https://www.pexels.com/it-it/foto/fotografia-in-primo-piano-di-bicchieri-di-vino-1123260/
























