Vita tra codici non è un evento accaduto all’improvviso. Nessun momento preciso, nessun allarme. Solo un cambio lento, quasi invisibile: tempo sottratto alla vita reale, agli incontri veri, ai tocchi autentici. Tempo assorbito dall’eterea realtà che illude di connettere persone che mai si conosceranno davvero.
Si scorre, si clicca, si reagisce, si rimane invischiati in migliaia di stringhe visibile o meno, che comprimono sempre di più fino a soffocare. Ma il sentire? Quanto si dedica a questa vitale azione?
Per la mia nuova indagine, questa volta senza l’aiuto di nessuno, ho avuto bisogno di tempo. Il mio desiderio di conoscenza mi ha condotta ad interrogarmi su un dato: il rischio silenzioso di smarrire la gioia nell’era digitale. E per poterla svolgere mi sono dovuta immergere in luoghi dove occorre ancora la presenza umana, come ad esempio… gli ospedali. Il mondo digitale (il pericolo su cui aveva portato attenzione Grado, ricordi?), è progettato per catturare l’attenzione della maggior parte degli esseri umani, distogliendoli dalle azioni pratiche, quelle che servono alla vita vera. Tutti preda di un gioco da veri “agenti segreti”. Alla ricerca di spiragli di vita “migliore”, sempre più soffocati da azioni spacciate per necessarie, che invece allontanano dalla realtà. E cosa succede alla gioia di vivere di cui l’umanità ha bisogno per rimanere umana?
LA TECNOLOGIA SERVE A VIVERE MEGLIO
La tecnologia ha reso tutto immediato: risposte veloci, contenuti infiniti, connessioni continue. Non esiste più attesa, non esiste più vuoto. Quel vuoto che però è necessario per far nascere emozioni, idee, l’accensione di vere ed autentiche connessioni tra persone e soluzioni pratiche che servono davvero agli esseri umani.
La vita tra questi codici imposti per potere essere al passo, rende occupati, ma quasi mai appagati. Sempre stimolati ma con mai il tempo per scendere in profondità e scoprire tesori.
Il problema non è la tecnologia sia chiaro, essa è un mezzo e come tale dovrebbe essere usata. E se ben adoperata, agevola la vita, aiuta a dipanare matasse complesse e ben venga il suo utilizzo sano. Il problema è quanto spazio si lascia a sé, al vero sentire, all’ascolto delle esigenze reali. Come si usa il tempo che il suo utilizzo fa risparmiare?
DOVE FINISCE LA GIOIA DI VIVERE IN UNA VITA TRA CODICI?
Ed è qui che la gioia di vivere si spegne: in una voragine di codici effimeri.
Si perdono i codici di autentica connessione: colori, suoni, sguardi, sospiri, attenzioni pratiche di cui l’umano si nutre. Il vero senso delle parole svanisce, i comportamenti propri e altrui non vengono più notati. Quelle sfumature che fanno conoscere davvero e sentire i sapori della vita vera, svaniscono. Tutto sostituito da un like, da uno scroll, da un video dopo l’altro; cose che non raccontano nulla di vero. Cosa resta di tutto questo nelle proprie mura domestiche quando poi si fanno i conti con la realtà?
Codici di vita che non portano a vivere perché nulla hanno a che fare con le necessità reali degli esseri umani.
I veri codici di una vita reale sono segni tangibili di cui la gioia di vivere si nutre silenziosamente: un sorriso sincero scambiato in un luogo inatteso, un aiuto in ascensore in un momento di difficoltà, un “ci sono non temere”.
E la mia scoperta di oggi è proprio questa: la gioia di vivere ha anch’essa codici di cui la vita deve nutrirsi. Questi codici sono decifrabili attraverso il sentirsi davvero connessi con gli altri. Di tutti i codici di cui è piena la vita, questi sono gli unici di cui ci si dovrebbe impadronire e custodire gelosamente.
Una cartella top secret che in molti si stanno impegnando ad “insabbiare”, che racchiude informazioni rivoluzionarie:
- un buongiorno sincero che diventa una chiave per aprire una giornata in modo diverso
- una buonanotte fatta non per circostanza ma data come vero augurio, che rischiara la mente di una giornata faticosa
- un “ci sono non preoccuparti, questa cosa la affrontiamo insieme” che dissolve mille paure e fa camminare più certi.
Ma non confondere questo con ciò che si fa per “acchiappalike” sui social… io sto parlando di vita vera, di relazioni tra persone presenti nella realtà, non semplici messaggi teorici tra sconosciuti, inviati solo per sentirsi meno soli.
Vita tra codici che non hanno nulla di digitale ma che sono una vera tecnologia umana.
Usare dunque il telefono per dire “sto arrivando preparati usciamo”; per affermare online quello che poi offline viene realmente fatto.
IL FUTURO è UN CODICE SEGRETO?
In un futuro sempre più digitale, il rischio che tutto questo venga smarrito è certamente molto alto. Ed è qui che allora occorre allenare la sensibilità profonda ed insistere nel costruire legami umani autentici e non solo di facciata; perché la gioia di vivere si alimenta di incontri, di sguardi, di carezze, di presenze e non di cose. Legami che non hanno nulla di fugace. La fugacità spegne la gioia di vivere perché l’unico vero codice di cui essa di nutre è: PROFONDITÀ.
Così si cercano spasmodicamente incontri anche attraverso social, app ecc… perché senza incontri non si vive, ma senza profondità la gioia di vivere si spegne proprio come una pianta che non ha spazio per affondare le sue radici.
E senza radici si sa… la vita è breve.
Può accadere certo che la profondità spaventi, ma come poterne fare senza?
Tu cosa ne pensi?
Ti va di raccontarmi i tuoi pensieri?
Mi trovi anche sui miei social, potrai conoscere tutte le attività dell’iniziativa M.A.T.A. e potrai anche interagire con me. Scopriremo insieme come Mettere Azioni Talenti e Attitudini fa coltivare le radici che garantiscono la gioia di vivere di cui l’umanità si nutre.

Per comprendere meglio tutte queste cose che ti racconto e le tue tecnologie umane, leggi le opere della mia autrice 😉
note: le conoscenze contenute in questo articolo fanno riferimento alla ricerca ventennale di MLBsystem®






















