L’autunno è iniziato da pochi giorni e si fa già sentire: temperature più fresche, accolte con sollievo da molti, ma anche giornate sensibilmente più corte. L’estate sembra ormai alle spalle, le foglie cominciano a cambiare colore e con loro cambia anche il ritmo della luce.
È una fase di passaggio che non tutti vivono allo stesso modo. Diverse persone avvertono una stanchezza più marcata, un calo di energie o, più semplicemente, la sensazione di dover riadattare le proprie abitudini a un’aria nuova.
Con la minore esposizione al sole si riduce anche la principale fonte di vitamina D, che l’organismo produce a livello della pelle proprio grazie ai raggi solari. Si tratta di un elemento importante per il benessere delle ossa e del sistema nervoso, oltre che per la circolazione.
Per questo, nei mesi in cui si trascorre meno tempo all’aria aperta, molti scelgono di assumere la vitamina D in gocce, un formato pratico che consente di dosare l’apporto quotidiano con facilità e di compensare quanto viene meno tra l’autunno e l’inverno.
Vale però la pena capire meglio perché proprio in questa stagione la vitamina D torna al centro dell’attenzione e in quali casi un’integrazione ha davvero senso.
Vitamina D e carenza autunnale: cosa c’è da sapere
Da settembre in poi la sintesi di vitamina D tende a diminuire. Le giornate si accorciano, il sole è più basso sull’orizzonte e la sua luce è meno intensa. A questo si aggiunge un fattore pratico spesso trascurato: con maniche lunghe, giacche e sciarpe, la superficie di pelle esposta si riduce sensibilmente.
La questione riguarda tutte le età, ma non nello stesso modo. Con il passare degli anni la capacità della pelle di produrre vitamina D si riduce, come sottolinea anche la Fondazione Umberto Veronesi, e anche a parità di esposizione la quantità sintetizzata è inferiore rispetto a quella di un organismo giovane.
C’è poi un dato che aiuta a capire perché il sole conti così tanto: solo il 10% circa della vitamina D di cui il corpo dispone arriva dall’alimentazione, attraverso cibi come i pesci grassi, il tuorlo d’uovo o gli alimenti fortificati. Il restante 90% dipende dalla sintesi cutanea attivata dai raggi solari.
Cosa succede se la vitamina D è carente? Perché è fondamentale?
La vitamina D interviene innanzitutto nell’assorbimento del calcio a livello intestinale, e quindi nella mineralizzazione delle ossa. Contribuisce inoltre al normale funzionamento del sistema nervoso e delle difese immunitarie, il che spiega perché il suo ruolo venga considerato centrale per il benessere generale della persona.
I segnali di una carenza sono spesso sfumati e facili da confondere con la stanchezza di stagione. I due più caratteristici sono i dolori alle ossa e la debolezza muscolare. Le ripercussioni possono però estendersi al sistema immunitario e all’umore, con ansia, difficoltà di concentrazione, lieve tristezza e irritabilità. Proprio per questa genericità, come ricorda anche la Fondazione AIRC, l’unico modo per accertare una carenza è un esame del sangue che misura i livelli di vitamina D, da interpretare insieme al proprio medico.
Quando assumere gli integratori di vitamina D?
Il momento più indicato per iniziare è la prima parte dell’autunno, dunque tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre: è la fase in cui le giornate cominciano ad accorciarsi e l’esposizione ai raggi solari viene meno, mentre le riserve accumulate durante l’estate iniziano lentamente a esaurirsi.
Cominciare in questo periodo permette di arrivare all’inverno con livelli adeguati. Un’attenzione che vale in particolare per le persone anziane, per chi trascorre gran parte della giornata al chiuso e per chi, per motivi di salute o di stile di vita, risulta più esposto a una carenza.
Anche la scelta del prodotto merita attenzione: qualità delle materie prime, dosaggio dichiarato e forma della vitamina (la D3, o colecalciferolo, è quella più comunemente impiegata negli integratori) sono elementi da valutare, preferibilmente con il medico o il farmacista. Come tutti gli integratori, anche quelli di vitamina D non sostituiscono uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata: li completano, colmando ciò che nei mesi meno luminosi il sole da solo non riesce.


























