Criss Cross

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Il Pio Monte della Misericordia è lieto d'ospitare questa mostra d'arte contemporanea con undici artisti, di provenienza internazionale, sul tema della croce. Essa sarà dislocata nella Quadreria al primo piano e sullo scalone di accesso dell'Istituto. Gli undici artisti, durante il loro percorso artistico, si erano già cimentati con il tema della croce.

Tuttavia questa non è una mostra documentaristica sul valore simbolico della croce e sulla sua rappresentazione, ma intende essere un contributo e un modo di vedere da parte di alcuni artisti operanti nella contemporaneità, su questa complessa e affascinante storia e concetto della croce. Pensiamo che alcune riflessioni e rappresentazioni trovano e hanno un ampio margine di visibilità, in quanto non solo nel passato, ma il valore simbolico della croce s'insinua e abita nelle pieghe di molte rappresentazioni contemporanee, siano esse la pittura, la scultura, il video, la fotografia, il cinema.

Segno che la storia e la stratificazione del valore simbolico di questo attraversamento, di questo incrocio - Criss Cross - unente i poli verticali e orizzontali delle nostre esistenze, continua ad affascinare e rimarca il nostro essere nel mondo. Riferirsi al tema della croce, comporta un ripensare e un chiarire i significati che nella complessa e antichissima esegesi, hanno portato al costituirsi di quello che è il valore simbolico della croce e al suo costituirsi centro e immagine della cristologia, per esservi morto Gesù Cristo.

Quindi un valore simbolico in sé della croce "in cui l'espansione orizzontale corrisponde all'indefinitezza di modalità possibili di un determinato stato dell'essere considerato integralmente, mentre la sovrapposizione verticale corrisponde alla serie indefinita degli stati dell'essere totale". Al quale si aggiunge quello cristologico e la sua complessa e stratificata rappresentazione che si è avuta nei secoli nella Chiesa e, in un tutt'uno, che ha formato la storia stessa dell'arte, nel Medioevo, attraversato la Rinascenza fino all'epoca Barocca. E che ha definito la storia stessa dell'idea di rappresentazione nel mondo occidentale.

Non è una mostra a tema, piuttosto si tratta di una riproposizione e di uno scandaglio o, per meglio dire, di un corpo a corpo fra l'opera (che è sempre gestazione complessa e stratificata) e il luogo, così fortemente connotato. Per cui le opere "abiteranno" le stanze e gli spazi della Quadreria siti al primo piano del Pio Monte della Misericordia, saranno come ospiti che porteranno la loro presenza e si lasceranno attrarre dalla complessa stratificazione delle opere esistenti e del luogo.

Affinché non sia un vuoto quanto improbabile exercise tematico (peraltro inarrivabile qualora si volessero seguire le orme di un sentire ancorato alle "forme") ma, invece, una madeleine proustiana che si rinnova nell'accadimento del qui ed ora della mostra. In fondo, se veramente vogliamo sbrogliare e renderlo partecipe al nostro sentire contemporaneo, pensiamo a quanto ha detto 
Martin Scorsese nel suo A Personal Journey Through American Movies, quando lui chierichetto da bambino e seminarista da ragazzo, abbandona l'idea di farsi prete e sceglie il cinema.

Egli non vede poi molta differenza tra la chiesa e la sala cinematografica: due luoghi in cui vi è sempre, anche quando non è esplicita, una ricerca di spiritualità. Due modi di rapportarsi alla spiritualità, che in luogo dei riferimenti formali, abbracciano il campo molto più interessante e complesso, di una ri-proposizione ancorata ai linguaggi del proprio tempo abbandonando vuote quanto inutili stereotipie.

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