Dis-integrazione

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Mi trovo costretta a parlare di un argomento molto delicato!!!!!

Nei miei tanti viaggi ed incontri spesso mi sono imbattuta nell’argomento scottante dellintegrazione.Mi sono accorta però che si fa molta confusione solo a parlarne, figuriamoci a mettere in pratica questa importante disciplina.

Come dite??? Non sapevate che INTEGRAZIONE è una DISCIPLINA? Questa è buona. 

Dovrò allora ripartire da zero, e tratteggiare i passaggi proprio come li ho appresi io stessa.

Mi farò aiutare dal mio amico ONE, l’unicorno timido che si nasconde dietro alle nuvole dei sogni.

Vieni fuori ONE, ho bisogno di te per spiegare alle lettrici e lettori, la disciplina dell’INTEGRAZIONE… eccoti … sempre un po’ nascosto ma almeno si vedono i tuoi occhi sognanti… ti va di parlarci dell’INTEGRAZIONE?

Proverò a raccontarvi cosa ho compreso io di tutto questo.

Interferire (provocare ferite internamente) è una delle azioni più diffuse alle quali possiamo assistere, nostre ed altrui. 

L’interferenza accada ogni volta che tentiamo, anche in buona fede, di intrometterci nella vita altrui scatenando reazioni incontrollabili delle quali non si possono prevedere le ricadute. La causa è sempre la mancanza di ASCOLTO (e ne riparleremo).

Infiliamo il nostro naso nelle scelte altrui, ci arrochiamo il diritto di sapere cosa è meglio per qualcuno altro e così facendo, più spesso di quanto pensiamo, avanzando a spintoni nella quotidianità, perdiamo di vista cosa è davvero giusto per l’altro e cosa ancor più grave, perdiamo il contatto con noi stessi. Perché nel fare questo, smettiamo di ascoltare noi stessi ed arriviamo a non sapere più cosa sia giusto per noi. Ci smarriamo e facciamo smarrire… capito?

Ecco perché ONE la chiama “dis”-integrazione. Perché, questa modalità, diviene come un vero e proprio ingranaggio e da esso, si esce frantumati perdendo il contatto con i sogni.

Per uscire dalla presa dei “denti” delle aspettative e delle imposizioni (gli ingranaggi di cui sopra) che tengono ben stretta la nostra libertà di movimento, occorre allenarsi all’arte dell’INTERAZIONE.

F a c i l e   no???

Interazione è“semplicemente” agire all’interno ma…con consapevolezza poiché, nell’istante in cui si diventa parte dell’azione, detta anche dinamica, si può rischiare di perdere il proprio “posto” (o identità) e prendere sulle proprie spalle ciò che non ci appartiene. Responsabilità, meriti e non solo… onori ed oneri insomma… e che problema c’è voi direte.

Nessun problema in effetti, se non fosse per i carichi pesanti tutti concentrati su un solo individuo e per il fatto che quel qualcuno a cui ci siamo sostituiti, ad un certo punto, potrebbe rivendicare il proprio posto (con annessi e connessi) accusandoci addirittura di non aver pensato al suo bene.

E così oltre al danno proveremmo sulla nostra pelle, anche la famosissima “beffa”. 

Nella maggior parte dei casi, questo accade, perché chi si sostituisce ad un altro, cerca di risolvergli un problema… capite l’assurdo?

Ciò che si fa per fare un favore, ma per effetto di una pre-sunzione, diviene invece motivo di litigio e oggetto di rivendicazioni.

Per INTERAGIRE davvero, dunque occorre una grande disciplina.

Occorre aver ben compreso il proprio ruolo, le proprie competenze ed agire, entrando in modo armonioso come in una danza, senza MAI … e sia ben chiaro  M A I I IIII, prevaricare, sostituire o essere sostituiti, lasciando tempo e spazio agli altri di fare lo stesso.

Quando tutto questo è divenuto DISINVOLTURA, allora e solo allora, siamo sulla strada dell’INTEGRAZIONE, la nostra!

Da questo momento in poi possiamo presumere di creare le condizioni per una INTEGRAZIONE REALE intorno a noi.

Cosa ho appreso da tutto questo? Prima di ogni altra cosa… a stare sulla mia punta di matita, ben temperata, tratteggiando solo ciò che mi compete.

E voi?... siete più interferenti, interagenti o integrati? 

Scrivetelo   a info@cinquecolonne.it  

Anche in forma anonima, mi aiuterete solo ad approfondire ciò che più vi interessa. 

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