Pasti Imperiali

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Sono sempre di più le aziende agricole, vinicole produttori e associazioni che si stanno unendo al progetto “Pasti Imperiali” patrocinato da Slow Food per rivelare l’eredità enogastronomica dell’antica Roma.

Il crowdfunding per finanziare il progetto verrà lanciato in tutta Italia e all’estero e sono in programma una serie di eventi in contemporanea presso i partner del progetto, compreso l’affiliate marketing.

Forte della rilevanza nazionale e internazionale del tema trattato nel libro fotografico “Pasti Imperiali – L’Eredità Enogastronomica dell’Antica Roma”, il team del progetto patrocinato da Slow Food Lazio lancerà il crowdfunding in Italia e all’estero.

Il libro, edito sia in Italiano che in inglese, racconta le storie dei produttori che hanno raccolto l’eredità enogastronomica dell’Antica Roma.

Intanto sono allo studio accordi di media partnership con importanti blog e media enogastronomici sia italiani che esteri per la promozione della campagna.

“In diversi stanno mostrando interesse per il progetto: non possiamo ancora annunciare nulla ma stiamo valutandoaccordi di media partnership con diversi soggetti, compreso uno dei principali blog del settore food in Italia. Anche una tv americana si è interessata al progetto” fa sapere il team.

Durante la campagna di crowdfunding sarà attivo un programma di affiliate marketing aperto a un numero selezionato di soggetti tra professionisti del settore, blogger e altri soggetti: ”invitiamo chi ritenga di essere idoneo a mettersi in contatto con noi” dicono i promotori dell’iniziativa.

Intanto cresce il numero di aziende agricole, viticoltori, produttori e associazioni partner del progetto, e durante il crowdfunding verranno avviati una serie di eventi promozionali in diverse regioni, organizzati insieme ai partner.

Questo libro è anche l’occasione di far apprezzare al mondo il contributo che ha dato il nostro territorio alla storia dell’enogastronomia, e le sue eccellenze enogastronomiche” – spiega Manuel Cirulli, ideatore del progetto – “per questo stiamo coinvolgendo anche scuole di cucina, chef, ristoranti e le associazioni che si occupano della promozione del Made in Italy all’estero”.

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