Premio Napoli, gran finale della 65esima edizione

Stampa/PDF

Il sipario del Teatro Mercadante si alzerà mercoledì 18 dicembre alle ore 19.00 sul gran finale della 65esima edizione del Premio Napoli, lo storico riconoscimento alla letteratura italiana. Un’edizione che confermerà ancora una volta lo spirito colto e al contempo popolare dell’iniziativa: a più di mille “giudici lettori”, infatti, sarà affidato il compito di decretare i vincitori, a partire dalle terne finaliste selezionate da una giuria tecnica presieduta dall’avvocato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli.

La serata, condotta dalla giornalista Conchita Sannino, si aprirà con la proiezione in anteprima nazionale del videoclip “Mia cara madre”, con cui il cantautore Canio Loguercio rivisita un classico come “Lacreme napulitane” per affrontare il tema della memoria e della nostalgia, in un alternarsi di ritratti dei migranti di oggi con quelli di ieri (ingresso su invito, da convertire in biglietto nella sede della Fondazione Premio Napoli, al primo piano di Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito, tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 15.30, fino a esaurimento posti; info www.premionapoli.it).

A contendersi il Premio Napoli 2019 saranno: per la sezione “Narrativa”, Giulio Cavalli con “Carnaio” (Fandango), Maria Pace Ottieri con “Il Vesuvio universale” (Einaudi) e Andrea Pomella con “L’uomo che trema” (Einaudi); per la “Poesia”, Nanni Cagnone con “Le cose innegabili” (Avagliano), Francesco Nappo con “I passeri di fango” (Quodlibet) e Tiziano Scarpa con “Le nuvole e i soldi” (Einaudi); per la “Saggistica”, Paolo Isotta con “La dotta lira” (Marsilio), Salvatore Silvano Nigro con “La funesta docilità” (Sellerio) e Gian Piero Piretto con “Quando c’era l’URSS” (Raffaello Cortina).

Alle sezioni votate dai giudici lettori si affiancheranno quattro categorie speciali, indicate dalla giuria tecnica. Il premio “Internazionale” andrà a Delphine Minoui, giornalista francese specializzata nel mondo arabo-musulmano, autrice nel 2018 del bestseller “Gli angeli dei libri di Daraya”. Premio “Cultura” a Gabriele Salvatores, regista sensibile al fascino della letteratura, come dimostra la sua filmografia: ha vinto un Oscar nel 1992 per “Mediterraneo” ed è reduce dal successo del road movie “Tutto il mio folle amore”. Premio “Napoletani illustri” a Vincenzo Maria Siniscalchi, avvocato, già più volte deputato e componente del Consiglio superiore della magistratura, nonché giornalista pubblicista e critico cinematografico. Infine, premio “Scrittori per l’Europa” a Claudio Magris, tra i più raffinati autori e saggisti d’Italia, che ha appena pubblicato il libro “Polene. Occhi del mare”.

Stampa/PDF
Premio Napoli, gran finale  della 65esima edizione