SDSA punta l'asteroide

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Già partecipe, il 26 novembre, alle fasi di atterraggio della sonda americana InSight sulla superficie di Marte, il Sardinia Deep Space Antenna (SDSA) dell’Agenzia Spaziale Italiana ha puntato recentemente i suoi strumenti verso l’Asteroide 2003 SD220, che lo scorso 22 dicembre, sfrecciando a oltre 22mila km/h, è passato a “soli” 2,8 milioni di km dalla Terra. L’occasione si è concretizzata nell’ambito delle attività di “Space Situational Awareness” (SSA) portate avanti dall’ASI sia in ambito ESA che Unione Europea.

SDSA: l'asteroide prosegue la sua orbita
Dopo la positiva sessione di test del 17 dicembre, nelle sessioni nominali dedicate dal JPL, il SDSA ha acquisito il segnale radar riflesso dall’Asteroide 2003 SD220, che prosegue la sua orbita di avvicinamento alla terra. Le attività sono finalizzate a ricostruire la dimensione, la forma e le caratteristiche superficiali di oggetti celesti ed il loro moto di rotazione e orbitale.

Si tratta ancora di operazioni di validazione e caratterizzazione di uno dei suoi servizi (il tracciamento degli asteroidi) da svolgere in congiunzione con il Goldstone Solar System Radar del Jet Propulsion Laboratory – JPL della NASA situato nel deserto del Mojave in California.

L’Asi con il Sardinia Deep Space Antenna contribuisce alle reti di comunicazione mondiali della NASA e dell’ESA per la fornitura di dati di esplorazione dello spazio profondo per garantire un contributo prezioso nelle più interessanti missioni scientifiche, l'esplorazione spaziale umana e robotica.

SDSA: The Grand Final
Il linea con il suo impiego “Distinctive”, il SDSA ha iniziato le sue attività nel settembre del 2017 seguendo la sonda Cassini nel sistema di Saturno, durante la fase cruciale “The Grand Finale” prima del suo tuffo finale sul pianeta, e sta correntemente provando la sua “readiness” operativa fornendo servizi di comunicazione e navigazione per sonde che operano attorno a Marte, a Giove e per missioni finalizzate allo studio del Sole (Stereo-A), per passare a obiettivi sempre più sfidanti come le sonde Voyager 2 e 1, fuori dal sistema solare, rispettivamente ad una distanza di oltre 17 e 20 miliardi di chilometri dalla terra.

SDSA offrirà inoltre nuove opportunità di ricerca alla comunità scientifica spaziale italiana nei settori della radio scienza, dell'astrofisica, della planetologia e della fisica fondamentale.

SDSA: come proseguirà il progetto
È proprio in questi ambiti di ricerca, contraddistinti da tematiche spesso di comune interesse di ASI ed INAF, che il personale del SDSA ha acquisito, in collaborazione con i colleghi dell’Osservatorio di Cagliari dell’INAF, il segnale riflesso dall’Asteroide 2003 SD220, mentre veniva illuminato dal radar del Deep Space Network. All’esperimento ha preso parte anche la antenna dell’INAF di Medicina (BO) che ha acquisito anch’essa i segnali radar.

Il SDSA terminerà il “commissioning” nel giugno del 2019, per iniziare a contribuire operativamente nel Deep Space Network del JPL, e nei primi mesi del prossimo anno incomincerà la fase di commissioning con l’ESA/ESOC, per poter servire le missioni europee, in connessione con la rete ESTRACK.

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