Storie mondiali: Svezia 1958

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Dopo l’inaspettata vittoria della Germania Ovest nel mondiale svizzero, la successiva edizione dei campionati FIFA vedeva la Svezia come paese organizzatore nel 1958. Questo torneo fu la realizzazione del sogno brasiliano attraverso la consacrazione di un giovane ragazzo chiamato Edson Arantes do Nascimento conosciuto come Pelé. Inoltre fu una delle peggiori edizioni per quanto riguarda la nazionale italiana che non riuscì neanche a qualificarsi.

Il paese organizzatore         

La scelta dei affidare l’organizzare il sesto mondiale al paese scandinavo fu ufficializzato durante il mondiale in Svizzera nel 1954.

La Svezia mise a disposizione per questo torneo ben 12 stadi nelle città di: Stoccolma, Goteborg, Malmo, Helsingborg, Eskilstuna, Norrkoping, Sandviken, Uddevalla, Boras, Halmstad, Orebo e Vasteras.

L’anno nero per gli azzurri

Deciso il paese organizzatore, toccava decidere chi doveva partecipare. Fu una fase di qualificazioni tra le più sorprendenti mai fatte. Questo perché vide l’esclusione di parecchie nazionale tra le più quotate alla vittoria finale. Prima fra queste fu l’Italia che viveva un momento di piena crisi a causa della “Tragedia di Superga” e si sosteneva in piedi solo grazie alle prestazioni di quattro giocatori (tre dei quali oriundi): Boniperti, Miguel Montuori, Schiaffino e Ghiggia (che avevamo già visto nel mondiale del “Maracanazo”). Gli azzurri persero contro l’Irlanda del Nord per 2 a 1 a Belfast che sentenziò la prima storia esclusione degli azzurri in un mondiale.

Non solo l’Italia mancò, clamorosamente, la qualificazione. Anche i due volte campioni dell’Uruguay mancarono “l’approdo in terra scandinava” insieme a Spagna e Paesi Bassi.

Alla fine della fase di qualificazione furono sedici: Svezia (paese organizzatore), Germania Ovest (campione in carica), Brasile, Inghilterra, Paraguay, Austria, Argentina, Cecoslovacchia, Francia, Messico, Scozia, Galles (Esordiente), Ungheria, Jugoslavia, Urss (Esordiente) ed Irlanda del Nord (Esordiente).ù

La consacrazione di “O Rei”

Le sedici nazionali furono divise in quattro gruppi da quattro squadre di cui le prime due classificate di ogni raggruppamento sarebbero passate di diritto alla fase ad eliminazione diretta che partirono con i quarti di finale.

Rimasero quindi solo in otto a contendersi il titolo  furono: Germania Ovest ed Irlanda del Nord dal gruppo 1, Francia e Jugoslavia dal gruppo 2, Svezia e Galles (passata attraverso uno spareggio con l’Ungheria) dal gruppo 3 ed infine Brasile ed Urss dal gruppo 4.

I quarti di finale si svolsero il 19 Giugno e videro uscire vittoriose la Francia (che superò per 4 a 0 l’Irlanda del Nord), la Svezia (che eliminò l’Urss per 2 a 0), Il Brasile (che superò di misura contro il Galles per un 1 a 0 grazie ad una rete di Pelé) e la Germania Ovest (che si impose per 1 a 0 contro la Jugoslavia).

Le semifinali del 24 Giugno del 1958 vide la sfida tra Francia e Brasile quindi tra i due bomber Fontaine e Pelé. L’attaccante francese detiene ancora oggi il record del maggior numero di gol realizzati in una singola edizione del mondiale con ben 13 reti. Purtroppo non fu abbastanza ed i transalpini si videro schiacciati dalla tripletta di Pelé ed alle reti di Vavà e Didi.

Dall’altra parte la sfida tra Svezia e Germania dell’Ovest vide la sorprendente eliminazione dei campioni del mondo in carica a favore dei padroni che per la gioia dei propri tifosi s’imposero per 3 a 1 sui tedeschi grazie alle reti di Skoglund, Gren ed Hamrin.

La finale

La sfida finale del Rasundastadion di Solna vedeva, quindi, di fronte la Svezia contro il Brasile. I sudamericani ritornarono a disputare una finale 8 anni dopo la tragica partita del Maracana contro l’Uruguay. Dalla loro, i brasiliani, potevano contare su giocatori davvero eccezionali come Gilmar in porta, Garrincha in attacco ma soprattutto un, solo, diciassettenne Pelé al suo primo mondiale ma già affermato ed idolatrato in madre patria che (grazie a questo mondiale) iniziò a farsi un nome anche nel resto del mondo.

Dall’altra parte avevamo i padroni di casa della Svezia che prima di adesso aveva ottenuto solo un terzo posto nel 1950 proprio in Brasile. La punta di diamante di quella nazionale era sicuramente Nils Liedholm considerato ancora oggi uno dei migliori calciatori nella storia calcio svedese grazie ai suoi 139 gol di cui 81 furono realizzati con la maglia del Milan tra 1949 e il 1961. “Il Barone” si rivelò poi anche un allenatore di grandissimo talento e visione che riuscì a conquistare nelle panchine di Milan e Roma ben due scudetti e tre Coppe Italia.

Il giorno della finale fu il 29 Giugno ed a Stoccolma, le due squadre scesero in campo per contendersi il loro primo titolo mondiale.

Il Brasile scendeva in campo con un super offensivo 4-2-4 mentre i padroni di casa con un 4-3-3. La gara iniziò sotto una pioggia fortissima che rallentò non poco i giocatori brasiliani abituati a campi ben più asciutti ed adatti alla corsa. In aggiunta alle precipitazioni, la Svezia partì con grande veemenza e dopo soli quattro minuti trovò il vantaggio con il capitano Liedholm.

Nonostante un pessimo avvio di gara, il Brasile riuscì subito a pareggiare con Vavà e lo stesso giocatore carioca trovò il vantaggio per i suoi al 32esimo del primo tempo.

Il secondo tempo vide come unico protagonista Pelé. Al 55’ realizzò uno dei goal più iconici della storia del calcio: ricevuto un assist in area svedese, stoppò la palla di petto, eseguì un pallonetto per saltare il difensore Gustavsson per poi riprendere il pallone battendo al volo il portiere avversario Svensson.

La quarta marcatura carioca arrivo poco più tardi con Zagallo che con un diagonale trafisse la porta avversaria. La Svezia, ormai rassegnata alla sconfitta, riuscì a trovare il secondo goal con Simonsson. Fu, però, Pelé a chiudere i giochi siglando il 5 a 2 che consegno al  Brasile il suo, tanto atteso, primo titolo mondiale. Al termine della partita, i brasiliani furono ampiamente applauditi dai tifosi di casa soprattutto dopo il giro d’onore fatto a bordo campo con un’enorme bandiera svedese.

Leonidas (il famoso attaccante del mondiale italiano del 1934) addirittura svenne in diretta durante la radiocronaca dopo la rete di Pelé al novantesimo. Nel paese carioca scoppiò la gioia. Dopo la tragedia di otto anni fa, la nazione sudamericana dichiarò festa nazionale per una intera settimana.

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