Terra Madre 2018: intervista a N. Zhdanova

Stampa/PDF

Sichiama Nadezda Zhdanova  una delle vincitrici di Eat Local Challenge 2017.  Nadezda viene dalla Russia ed è stata ospite d’onore a Terra Madre 2018, la manifestazione internazionale dedicata alla cultura del cibo buono e sano. Terra Madre Salone del Gusto 2018, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, è arrivata alla sua dodicesima edizione e si è svolta a Tornio dal 20 al 24 settembre. In questa occasione sono stati assegnati i diplomi ai vincitori che hanno partecipato ad ottobre 2017 all’iniziativa Eat Local Challeng, la prima parte della grande campagna “Menu for Change” promossa da Slow Food e che pone l’accento sulla stretta correlazione tra  cibo e cambiamento climatico.  

Il nostro sistema alimentare contribuisce fortemente all’emissione di gas serra, mietendo tra le prime vittime proprio l’agricoltura. La comunità Slow Food ha proseliti in tutto il mondo con l’obiettivo di trovare soluzioni, partendo proprio da come il cibo viene prodotto e consumato. 

Nadezda Zhdanova si considera un’attivista e abbraccia ormai da tempo la filosofia Slow Food. Abbiamo approfittato della sua gentilezza e le abbiamo fatto qualche domanda: 

Salve Nadezda, ci racconta brevemente com’è stata la sua esperienza a Terra Madre 2018? 

Sono arrivata a Terra madre 2018 perchè vincitrice di Eat Local Challenge 2017. Mi è piaciuto molto aver avuto la possibilità di raccontare la mia esperienza ad evento dedicato ai problemi legati dal cambiamento climatico.“Food for Change,è stato il tema dell’iniziativa a cui ho partecipato. Ormai, il legame tra cambiamento climatico e il consumo di cibo sta diventando sempre più evidente.

Nel corso dell’evento abbiamo ascoltato persone che quotidianamente affrontano le conseguenze del cambiamento climatico. Gli agricoltori provenienti dal Kenya, dall’ Iran e da Cuba hanno raccontato che nei loro territori la siccità è diventata frequente. La mancanza di pascolo ha cominciato a farsi sentire e gli animali si ammalano con maggior frequenza, specialmente le razze introdotte da poco. La mancanza d’acqua sta diventato un problema tanto per le persone quanto per gli animali. Gli allevatori non possono più nutrirsi e sono costretti a rivolgersi al governo per sussidi e aiuto, nonostante per anni hanno sfamato se stessi e le proprie famiglie da soli.

Il metereologo Luca Mercalli ha condiviso una sconfortante previsione. Se l’umanità non inizierà attivamente a combattere il cambiamento climatico, entro la fine del secolo avremo un aumento di 5 gradi Celsius, che avrà un effeto disastroso per tutto il pianeta, incluso l’uomo. Per risolvere questa sfida globale, bisogna cominciare nel nostro piccolo.

Sempre più spesso le persone pensano che la salvaguardia e l’utilizzo di prodotti locali, il consumo consapevole, la diminuzione della quantità di energia utilizzata, sia la strada giusta per la lotta al cambiamento climatico. Lo Slow Food Chefs’ Alliance in Francia ha deciso di riconsiderare gli impianti delle loro cucine per ridurre i consumi di energia elettrica e utilizzare più prodotti locali. In Italia, in Sudafrica,in Francia e in altri paesi, le persone continuano a piantare piante locali per conservarle e cibarsene per diminuire la percentuale di prodotti importati (in modo da diminuire così anche le emissioni di carbonio).

Ha notato qualche idea, progetto che l’ha colpita particolarmente a Terra Madre 2018 e che vuole approfondire nel suo paese?

Mi piace molto la nuova campagna Slow Food, Food for Change. Richiama l'attenzione sulla questione dei cambiamenti climatici, su come le nostre scelte alimentari quotidiane influenzino il pianeta. Ognuno di noi può far parte di questo progetto e fare passi concreti per migliorare il clima e diminuire la propria emissione di carbonio. Parteciperò sicuramente a questa campagna e la diffondo tra I miei amici. Inoltre stiamo creando un corso divertente ed educativo per I bambini. Lo Abbiamo chiamato “A mio agio!”, perchè quando guardiamo nel piatto, e ci abbiamo messo ad esempio degli spaghetti, non vediamo solo spaghetti bensì un intero mondo: dentro ci vediamo gli italiani chiassosi,la pasta di diverse forme e misure, mani esperte che impastano, farina in grandi sacchi, alberi di ulivo, grappoli di pomodori maturi, I viaggi di Marco Polo, e gli spaghetti della longevità, una tradizione cinese, più lunghi sono gli spaghetti più duratura è la felicità.

Quanto è importante per lei il messaggio Slow Food e da quanto tempo ne condivide i valori?

Sento molto i valori dello Slow food. Mi adopero per sostenere quest’idea nel mio quotidiano e in quello della mia famiglia.E’ da molto che conosco il messaggio Slow Food. La prima volta sono venuta a contatto con il movimento nel 2004, e da allora lo sostengo sempre ad ogni livello.

Con quale contributo ha vinto Eat Local Challenge (foto, ricetta, video)?

Sì, sono risultata uno dei tre vincitori della Eat Local Challenge 2017. Il vincitore non ha vinto per una ricetta specifica. In base al regolamento, ad ottobre 2017 per tre settimane abbiamo comprato solo prodotti locali (coltivati a non più di 320 km dal luogo di residenza), li abbiamo preparati due volte al giorno, e abbiamo acquistatio prodotti solo dagli agricoltori e dai piccoli poduttori. Ogni giorno ho condiviso le mie attività su FB che potete vedere cliccando sul link.

La campagna è stata molto eccitante. Io e la mia famiglia abbiamo sperimentato molte ricette nuove e locali. Abbiamo cominciato a pianificare gli acquisti e a non comparare prodotti inutili che non rispondevano alle nostre esigenze. I bambini hanno preso parte con molto interesse al processo di scelta dei prodotti, alla selezione delle ricette e alla preparazione dei piatti. La campagna è stato una fantastica occasione per raccontare ai bambini quanto sia giusto e utile preparare cibi con prodotti di stagione, che esistono piatti e cucine della tradizione locale e quanto sia importante preservare tutto ciò come parte della cultura del proprio paese. Amici e conoscenti hanno seguito l’evento sui social, e alcune persone si sono persino unite al gruppo e hanno cucinato con noi. A Terra Madre 2018 mi è stato assegnato il diploma di vincitore

Ha notato qualche differenza tra il suo paese e l’Italia nell’approccio al cibo sostenibile?

C'è una differenza significativa. In Italia i prodotti locali dei coltivatori (sani, ad un prezzo giusto e saporiti) sono già una tradizione. Ce ne sono molti e la gente è orgogliosa di produrli. Anche in Russia adesso è crescito molto l’interesse verso prodotti sani e sostenibili. Ma da noi ancora non ci sono così tanti prodotti e produttori. Bisogna tener presente che il nostro paese è enorme, e che la situazione può essere molto diversa nelle varie regioni.

Ci svela una ricetta della sua tradizione locale?

Mia madre e mia nonna preparano in modo magnifico le torte. Abbiamo una nostra ricetta di famiglia della Sharlotka (una torta di mele) che prepariamo innanzitutto in autunno, la stagione delle mele.

Un po’ come per la pastiera a Napoli, ogni famiglia russa ha la sua ricetta della Sharlotka e questa che Nadezda ci propone, è proprio quella della sua famiglia, che si tramanda ormai da generazioni, provatela!

3-4 uova

1 bicchiere di zucchero

Un pizzico di sale

1 bicchiere di farina

6-8 mele (la qualità Antonovka è la migliore)

Sbattere insieme uova, zucchero e sale e poi aggiungete la farina. La pasta deve avere la stessa consistestanza dello yogurt. . Tagliate le mele a fette, unitele alla pasta e versate il composto in una casseruola. Mettiete in forno a 180-200 gradi per 40-45 minuti e...buon appetito!

Ringraziamo Nadezda per la sua disponibilità e cortesia, e ci mettiamo subito all’opera!

Stampa/PDF
Terra Madre 2018: intervista a N. Zhdanova