Secondo l’analisi di Our World in Data, nel 2023 il mondo ha destinato circa 240 miliardi di dollari in aiuti esteri, equivalenti allo 0,37 % del reddito nazionale lordo (GNI) dei paesi dell’OCSE‑DAC . Pur rappresentando una frazione ridotta dell’economia dei paesi ricchi, anche piccole variazioni in questa percentuale possono fare una grande differenza per i paesi in via di sviluppo.
Fonti e definizioni ufficiali
L’aiuto estero considerato è quello definito come Official Development Assistance (ODA) secondo gli standard dell’OCSE‑DAC: trasferimenti statali concessi con l’obiettivo principale di promuovere lo sviluppo economico e il benessere dei paesi più poveri. La definizione include sovvenzioni e prestiti agevolati, ma esclude spese militari non direttamente legate allo sviluppo. I dati 2023 sono stati aggiornati l’ultimo 19 febbraio 2025.
Distribuzione degli aiuti: governi vs donatori privati
La stragrande maggioranza degli aiuti proviene dai governi richiedi: oltre il 95 % dell’ammontare totale, mentre meno del 5 % è fornito da donatori filantropici come fondazioni registrate all’OCSE. In termini numerici, i fondi privati ammontano a circa 11 miliardi di dollari, contro i 232 miliardi erogati dai governi.

Quanti aiuti sono spesi davvero all’estero?
Nel 2023, il 22 % degli aiuti totali dichiarati dai Paesi donatori è speso internamente, soprattutto per spese legate all’accoglienza dei rifugiati o borse di studio a studenti stranieri residenti nel paese donatore. Questo rappresenta un record, con una crescita dal 10 % del 2010 all’attuale 22 % del 2023, denunciando quanto buona parte del cosiddetto “aiuto estero” non raggiunga effettivamente i paesi beneficiari.
Paesi più generosi e potenziale di crescita
Solo la Norvegia supera l’1 % del GNI dedicato all’ODA. Altri paesi come Svezia, Danimarca, Lussemburgo si avvicinano all’obiettivo dell’0,7 %. Invece, la gran parte dei paesi non raggiunge tale soglia.
Se tutti i paesi donatori raggiungessero la media di Norvegia (1,1 %), il budget globale di aiuti salirebbe a circa 700 miliardi di USD, ampliando in modo significativo l’impatto di programmi di immunizzazione, distribuzione di reti antimalariche, trattamenti HIV e alimentari.

Riflessioni da fare
L’articolo di Our World in Data sottolinea che, sebbene l’ammontare totale degli aiuti sia aumentato, resta una piccola quota del reddito nazionale dei paesi ricchi. Inoltre, una parte significativa delle risorse non è inviata all’estero ma resta nei paesi donatori
Questo implica che persino modesti incrementi di ODA, uniti a una maggiore trasparenza sulla destinazione dei fondi, potrebbero trasformarsi in benefici decisivi nei paesi più poveri. Il potenziale sociale realizzabile è evidente: oggi disponiamo di una base dati solida e aggiornata per confrontare paesi e proporre politiche di sviluppo più efficaci.
Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

























