Forte dello straordinario successo dell’ultima edizione di luglio a Roma, Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale ideato da Francesco Rutelli, sbarca a Napoli negli spazi del Real Albergo dei Poveri. Il Festival, con Natalia Bagnato nel ruolo di consulente strategica, la direzione creativa di Michele Lotti, l’organizzazione generale di Giulia Funari e Guido Pietro Airoldi nel ruolo di responsabile dello sviluppo e delle partnership internazionali è promosso e finanziato dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania. L’intervento della Regione Campania è sostenuto attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con Fondi di Coesione Italia 21–27, nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio UNESCO e degli Itinerari Culturali della Campania.
Videocittà
Nel corso di nove edizioni, Videocittà ha coinvolto centinaia di artisti, creativi e professionisti, accogliendo complessivamente oltre mezzo milione di visitatori e affermandosi come una piattaforma culturale internazionale dedicata alla cultura digitale, alle arti immersive e alla sperimentazione audiovisiva. Un percorso che ha posto al centro il rapporto tra immagini in movimento, architettura e trasformazione della città, facendo dell’intervento in aree di rigenerazione urbana e in luoghi destinati a profonde trasformazioni – dai contesti di particolare valore storico e ambientale ai grandi complessi urbani interessati da processi di recupero e rinnovamento – uno degli elementi distintivi del Festival.
È in questa traiettoria che si inserisce l’arrivo di Videocittà a Napoli, che trova nel Real Albergo dei Poveri un luogo emblematico con cui misurarsi. Iniziato nel 1751, mai completato e oggi al centro di un importante piano di recupero e rigenerazione urbana, il più grande palazzo pubblico d’Europa accoglie per due giorni installazioni site-specific di luce e laser, opere immersive, video installazioni monumentali, videoarte, pensate per entrare in relazione con la scala, l’architettura e la storia dell’edificio.
Mare, elemento vitale
Se l’acqua come elemento vitale è stata al centro dell’edizione estiva di Roma, a dare unità al percorso di Napoli è il mare, elemento identitario della città, paesaggio culturale e matrice narrativa attraverso cui Videocittà esplora il rapporto tra tecnologia, immaginario e spazio. Il Golfo, il porto, l’orizzonte, il movimento delle onde e il legame millenario della città con il Mediterraneo attraversano le opere e gli interventi ospitati nel Refettorio, nella Galleria Centrale e nella Corte Interna, trasformando i grandi ambienti del Real Albergo dei Poveri in un percorso immersivo in cui memoria del luogo, paesaggio mediterraneo e linguaggi dell’arte contemporanea si incontrano.
Una scelta che prosegue una vocazione che accompagna Videocittà fin dalle sue origini: portare i linguaggi della cultura digitale all’interno di luoghi storici e di grandi aree urbane interessate da processi di trasformazione, mettendoli in relazione con il patrimonio e con il cambiamento delle città. A Roma, nel corso di quasi dieci anni, il Festival ha operato nell’area dei Gazometri di Ostiense, attualmente al centro di un vasto progetto di rigenerazione e bonifica, nelle ex Caserme di via Guido Reni e nelle ex Dogane di San Lorenzo, oggi trasformate in un grande studentato universitario, così come nei Giardini delle Cascate e al Laghetto dell’EUR.
Ha inoltre portato i propri interventi nel cuore del patrimonio storico della città, dalla Piazza del Pantheon alle facciate di Sant’Agostino e Santa Maria sopra Minerva. Esperienze diverse accomunate da una stessa idea: utilizzare l’arte e l’audiovisivo per attivare nuovi sguardi sui luoghi e accompagnarne le trasformazioni.

























