Il dollaro canadese è crollato dopo la reazione di Ottawa ai dazi imposti dagli Stati Uniti sulle merci canadesi. La decisione ha alimentato i timori di una guerra commerciale che potrebbe danneggiare le economie di entrambi i Paesi. Domenica, l’amministrazione Trump ha avvertito il Canada degli effetti «devastanti» che un simile conflitto potrebbe provocare. Sabato, il primo ministro canadese Mark Carney aveva annunciato misure di ritorsione contro l’acciaio e i prodotti lattiero-caseari americani, che entreranno in vigore dall’8 settembre. La risposta canadese arriva dopo l’introduzione, sabato, di nuovi dazi statunitensi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di merci. La misura riguarda il 5,5% delle esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti e colpisce, tra gli altri prodotti, cemento e mazze da hockey.
Timori sui mercati valutari
«Se i dazi iniziali colpiranno solo una porzione relativamente piccola delle esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti», il mercato valutario teme «che la promessa di Mark Carney di reagire “per ogni dollaro” dell’ammontare dei dazi statunitensi trasformi una controversia commerciale gestibile in un circolo vizioso di misure ritorsive», riassume Stephen Innes di Quintex Intel.
Gli investitori temono quindi che lo scontro possa allargarsi rapidamente, con nuovi dazi da entrambe le parti e conseguenze sempre più pesanti sugli scambi commerciali.
Le preoccupazioni degli analisti
La scorsa settimana, Mark Carney ha interrotto i negoziati con gli Stati Uniti e ha respinto il «cattivo accordo» proposto da Washington. Il premier canadese ha inoltre minacciato di inasprire immediatamente lo scontro commerciale. Secondo gli analisti, però, il Canada parte da una posizione più fragile. «Il Canada è un’economia più piccola e più aperta» e «pertanto ha meno margine per assorbire uno shock commerciale prolungato», osserva l’analista.
Andamento delle valute
Alle 12 (ora italiana), il dollaro canadese perde lo 0,54% rispetto al dollaro statunitense e scambia a 1,3836 dollari canadesi per un dollaro statunitense. Il biglietto verde guadagna invece lo 0,13% sull’euro e raggiunge quota 1,1663 dollari per euro. Il dollaro recupera così parte delle perdite accumulate dopo l’annuncio del Tesoro statunitense sull’aumento degli acquisti di obbligazioni. La decisione ha ridotto le aspettative del mercato su un possibile rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
Le tensioni con l’Iran
Nel corso della seduta, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent terrà una conferenza stampa sulle strategie che gli Stati Uniti intendono adottare per aumentare la pressione su Teheran, a quasi sei mesi dall’inizio della guerra in Medio Oriente.
Possibili conseguenze sul dollaro
«Le nuove sanzioni contro l’Iran» potrebbero «nuovamente minacciare le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, che rimane il principale acquirente delle esportazioni energetiche iraniane», osserva Chris Turner di ING. «Data la nervosità del mercato», ritiene l’analista, «una significativa escalation della guerra commerciale sarebbe probabilmente negativa per il dollaro».
Foto di Erik Mclean: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-creativo-mano-parete-4048094/

























