Il mondo è impazzito, proprio così. Sì, ormai lo possiamo affermare senza alcuna ombra di dubbio: viviamo un tempo assolutamente al di fuori di qualsiasi logica e senza alcuna regola codificata che nasca dall’idem sentire di tutti.
Ogni cosa è divenuta una disputa e ogni aggregazione è divenuta fazione. Viviamo, ormai perennemente, come in uno stadio dove si gioca all’infinito una partita che non finisce più. Dove ogni singola azione ne produce una uguale e contraria per il semplice gusto puerile della contrapposizione illogica e picaresca.
C’era una volta il diritto internazionale, insieme di norme, usi e consuetudini che regolamentavano i rapporti fra i popoli. Fino a che non è arrivato qualcuno che ha deciso che la sua posizione era così predominante che non poteva infischiargliene di meno degli altri. Che d’ora in poi si sarebbe fatto solo a suo piacimento.
Chi non è con me è contro di me e… ‘peste lo colga’ potremmo dire sia il suo motto perenne e quotidiano.
No, non è un racconto d’appendice questo è solo l’incipit di un pezzo che cerca di descrivere quello che è diventato il mondo dall’ascesa al potere di Donald Trump quale presidente degli Stati Uniti di America. Un evento che ha dato la stura all’irrefrenabilità del capitalismo contemporaneo che si ricopre colonialista e senza limitazioni di sorta.
Il profitto sopra tutto e sopra tutti. L’allegro scodinzolare verso il terzo conflitto mondiale come se stesse andando ad una scampagnata fuori porta. Il non considerare in alcun modo con una disumanizzazione costante l’altro da se. L’idea imperante di essere gli unici depositari della verità sempre e comunque.
Nazionalismi, sovranismi, egoismi di ogni genere fomentati come fuochi fatui per attuare l’unico convincimento reale: “dividi et impera”. La divisione del mondo in buoni e cattivi dove, guarda caso, il buono è tutto ciò che è americano o che ad esso si rifà o si sottomette e cattivo tutto il resto.
Una luce sinistra che si getta a scavezzacollo su tutti i fatti mondiali: guerre non sedate ma fomentate in tutte le maniere possibili ed immaginabili in nome del profitto dell’economia di guerra e del sistema economico che gira intorno ad armi ed armamenti. Ricerca e tecnologia dirottate anch’esse in ambito bellico o pre-bellico.
Minacce e ritorsioni, dazi e non solo, verso coloro che non si allineano o dimostrano qualche riluttanza. Persino lo sterminio, la pulizia etnica, il genocidio attuato attraverso la fame e la carestia come arma da guerra; della guerra di uno dei più potenti eserciti mondiali nei confronti di civili inermi alla fine più volte deportati e depredati finanche della loro dignità umana.
Questo è lo scenario, ci piaccia o meno. C’è chi lo delinea e chi lo nega, ma ormai si nega finanche la crocifissione di Gesù Cristo. Tutto è opinabile e manovrabile. Si può dire tutto ed il contrario di tutto. Manipolare ogni cosa e farla diventare arma di propaganda.
La vera tristezza dalla quale non ci si affranca è quella che fanno tanti cittadini comuni che, accecati dall’odio, si fanno strumento e portatori di Fake di ogni genere pur di poter esultare e dire ho vinto!
Foto da Depositphotos




















