Intelligenza umana e artificiale, Logica Pura, Dislogia, linguaggio e altre eccellenze del ragionamento umano.
Mi occupo di informatica da circa trent’anni, affiancando all’attività professionale studi e ricerche su logica, linguaggio, bias cognitivi e neuroscienze.
Da parecchio tempo studio quella curiosa capacità che abbiamo noi esseri umani di partire da informazioni perfettamente ragionevoli e arrivare, con sorprendente efficienza e piena convinzione di correttezza, a conclusioni completamente sbagliate: la dislogia.
Poi è arrivata l’intelligenza artificiale.
E lì la faccenda dell’impatto socioculturale s’è fatta più complicata, ma molto interessante.
Perché sono stati presentati al grande pubblico sistemi basati su LLM capaci di produrre testi straordinariamente convincenti, rispondere a domande, analizzare documenti e, agli occhi dell’utente profano e ingenuo, apparentemente ragionare, senza però offrire garanzie generali di completezza, correttezza e validità inferenziale.
E c’è persino qualcuno convinto che gli LLM possano sviluppare una coscienza.
Nel frattempo, però, continuiamo ad avere qualche grossa difficoltà a distinguere ciò che sembra logico da ciò che segue logicamente, per struttura inferenziale, da determinate premesse. E questo riguarda tutti, dagli studenti ai professionisti, fino a chi assume decisioni di particolare rilevanza.
Ed è questo uno dei motivi per cui negli anni mi sono occupato di bias cognitivi, Dislogia e Logica Pura, fino ad arrivare alle mie attuali ricerche sull’analisi deterministica del linguaggio e sul controllo dei processi inferenziali nell’intelligenza umana, anche quando supportata dall’intelligenza artificiale.
Detto così sembra una roba da convegni e conferenze dove la noia e la morte cerebrale sono previste dopo i primi dieci minuti.
Quindi nasce Ranzanian Rhapsody.
In questa rubrica parleremo di intelligenza umana e artificiale, ragionamento, linguaggio, Logica Pura, bias cognitivi, tecnologia e di tutte quelle situazioni, quotidiane e non, nelle quali siamo assolutamente convinti di aver ragionato benissimo proprio mentre stiamo facendo un casino.
Cercherò di separare i fatti dalle interpretazioni, le inferenze valide dalle conclusioni meramente plausibili tirate fuori dal cilindro o dall’LLM, e ciò che una tecnologia fa davvero da ciò che il marketing sostiene che faccia.
Con un piccolo dettaglio metodologico sperimentale.
A volte, davanti ad argomenti particolarmente complessi, il linguaggio scientifico potrebbe non essere il più efficace per farne comprendere la vera natura.
E allora, a vorte, toccherà spiegallo tera tera, co’ l’aiuto de la magistrale chiarezza, dell’analogia e de la metafora, der linguaggiare romanesco.





















