Dal 17 ottobre 2026 al 6 marzo 2027 sarà possibile visitare “Jesus as a girl”, la prima mostra personale in Italia dell’artista internazionale ANOHNI. La mostra, creata in collaborazione con la Fondazione Made in Cloister, segna il capitolo conclusivo di “Rebirth”. Questo programma biennale è stato ideato insieme all’iniziativa curiatoriale indipendente “nonlineare” ed esplora le possibilità di trasformazione in un presente segnato da profonde crisi. Ecologia, femminismi, memoria, spiritualità, vulnerabilità e nuove forme di convivenza sono i temi fondamentali della mostra.
L’artista e la Fondazione Made in Cloister
ANOHNI è un’artista, musicista, e regista nata nel Regno Unito e a oggi lavora tra Irlanda, Regno Unito e Stati Uniti. Suoi progetti particolarmente apprezzati sono l’album “I am a Bird Now”, creato insieme al suo gruppo performativo “The Johnsons” e il manifesto scultoreo “FUTURE FEMINISM”, presentato presso “The Hole” a New York. Le sue mostre sono state esposte a Los Angeles, in Germania e a Copenaghen. “Jesus as a Girl” rappresenta la sua prima esperienza italiana, condivisa con la Fondazione Made in Cloister. Quest’ultima è stata costituita a Napoli nel 2012 da Davide de Blasio e Rosa Alba Impronta. Si declina in tre modalità operative: recupero e riconversione patrimonio artistico per uno sviluppo coerente alla vocazione del territorio; rilancio del “fare artigianale” attraverso l’interazione tra maestri artigiani ed artisti internazionali; rigenerazione urbana attraverso l’impatto sociale di un progetto culturale.
Le opere esposte
Con “Jesus as a Girl”, ANOHNI intreccia arte, memoria storica e spiritualità, affrontando temi come il patriarcato, il colonialismo e la crisi ecologica. Al centro del chiostro si staglia l’Angelo della Morte, una monumentale forma astratta alta cinque metri e ispirata alla figura della dea Kali. La circondano proiezioni di cigni che nuotano nelle acque nere dei canali di Berlino. La mostra comprende anche giornali napoletani degli anni Venti del Novecento, che documentano le reazioni all’affermarsi del fascismo, del colonialismo e dell’industria petrolchimica. Presenti anche materiali di recupero e frammenti di legno antico legati al passato industriale dell’edificio. Un tema centrale è la femminilizzazione del divino, ricerca che accompagna l’artista da oltre vent’anni e che si traduce nell’immaginazione di una nuova dimensione spirituale, in cui il principio femminile torna a essere forza generatrice. Attraverso Hope Mountain e il richiamo alla sua performance Miracle Now, ANOHNI evoca scenari di distruzione e rinascita, mettendo in discussione le teologie patriarcali e la sottomissione delle donne.
L’idea della mostra
“Jesus as a Girl” affonda le radici nella ricerca artistica che accompagna l’artista da oltre vent’anni, tra spiritualità, femminismo e critica del patriarcato. Un passaggio fondamentale risale al 1995, quando ANOHNI portò in scena al Pyramid Club di New York Miracle Now, una performance che immaginava la distruzione della vita sulla Terra e una successiva rinascita. Da quella visione prende forma anche l’immagine di Gesù bambina, una figura che sovverte le rappresentazioni tradizionali del divino e restituisce centralità al principio femminile. ANOHNI collega questa intuizione anche alla possibilità di utilizzare l’arte come strumento di intervento pubblico e politico. Il progetto si inserisce così nel percorso di Future Feminism, con cui l’artista mette in discussione le strutture patriarcali e immagina nuovi sistemi spirituali e sociali. Al centro della mostra resta una domanda sul futuro: come trasformare la crisi del presente in un’occasione di cambiamento? Per ANOHNI, la rinascita passa attraverso un diverso rapporto con la natura, il riconoscimento della vulnerabilità e la costruzione di una nuova coscienza collettiva.

























